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Dalla giustizia al salto tra le correnti: le mille giravolte della Serracchiani

Ora promuove il No al referendum smentendo se stessa

Dalla giustizia al salto tra le correnti: le mille giravolte della Serracchiani
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Se nel centrosinistra, sul referendum della giustizia, ogni testa è un tribunale, allora bisogna parlare anche della parabola di Debora Serracchiani (nella foto). Sì perché, tra i progressisti, ci sono senz'altro quelli che voteranno sì in spregio alle indicazioni dei partiti ma c'è pure chi è passato dal Sì al No. Ed è proprio questo il caso della responsabile giustizia del Pd. La stessa che, nel 2019, era a favore della separazione delle carriere e oggi marcia a fianco dell'Anm contro la riforma. L'outing risale a quando la deputata era sostenitrice della mozione di Maurizio Martina, al congresso del Pd. All'epoca il sì era senza infingimenti. Affrontare la questione era esiziale. "Il tema della separazione delle carriere appare oggi ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale", si poteva leggere nel documento a sostegno dell'ex ministro dell'Agricoltura. Ma ora Serracchiani è al fianco di Schlein nella campagna per il no. In prima linea. Infatti, l'ex giovane avvocata, che ha mosso i primi passi in politica a Udine, ha cambiato idea e non tentenna. E, di fronte a chi le fa notare la piroetta, prova a non scomporsi: "Io all'epoca ho aderito a una mozione congressuale che conteneva tante altre cose, e per di più in un contesto totalmente diverso. Sono stata personalmente contraria a una separazione secca delle carriere e l'avevo dichiarato già anni addietro". Ma la firma per la necessità "ineludibile" di una riforma che separi i percorsi di giudici e Pm resta agli atti. E, così, a quasi cinque anni di distanza, ora il testo del centrodestra è diventato "un pericolo per la democrazia". Riformista, ma non troppo, la parlamentare ha dimostrato grande abilità nel districarsi tra le correnti del Pd, quasi come una novella Vincenzo Scotti, l'ex ministro democristiano soprannominato "Tarzan" per la sua capacità di agganciarsi alle varie aree della Balena Bianca. L'Amelie Poulain della politica, soprannominata così per la somiglianza con il personaggio cinematografico, nasce franceschiniana, cresce renziana, poi appoggia Martina e all'ultimo congresso sostiene Stefano Bonaccini. Quindi approda nella segreteria Schlein come responsabile della Giustizia.

Interesse che condivide con il suo compagno di vita Mitja Gialuz, che oltre a essere presidente della Barcola e Grignano di Trieste, è un brillante docente di procedura penale a Genova. Indiscrezioni dicono che ambisca a diventare sindaco della città giuliana, in quota campo largo. Ma soprattutto è in prima linea per il No alla separazione delle carriere. Anche lui.

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