È giusto pagare ciò che si usa

Arriva la censura, il web non sarà più lo stesso, soffocate le aziende editoriali più piccole. Da settimane questi messaggi minacciosi alimentano un fuoco di sbarramento contro la direttiva sul copyright. Una propaganda pervasiva che ha un vizio d'origine: se a rimetterci sono le piccole voci libere e indipendenti del web, perché ad agitare lo spettro della censura in prima fila ci sono i padroni mondiali di internet? È come se una catena mondiale di fast food copiasse i piatti inventati dai migliori ristoranti locali, ci guadagnasse miliardi e quando gli chef chiedono di essere remunerati per la propria creatività, venissero accusati di negare al popolo il diritto alle delicatessen. Una furbata bella e buona. Che si è tradotta in un bombardamento organizzato delle caselle mail degli europarlamentari, con minacce del tipo «se voti la direttiva che protegge il copyright, non ti voto alle prossime elezioni europee». Alla protesta si è nuovamente accodata anche Wikipedia (ma solo qualche edizione, tra cui quella italiana e pochissime altre). Un'altra cortina fumogena, perché la direttiva esclude ogni limitazione sulle pagine web che non hanno fine di lucro. Tranquilli: si potrà continuare a copiare dall'enciclopedia on line. La direttiva approvata ieri dal Parlamento europeo dopo una battaglia durissima che ha visto schierarsi con i colossi del web una parte della politica italiana, quella attualmente al governo, non mette di certo nel mirino i lettori di articoli, gli spettatori di documentari, i fruitori di opere d'arte. Non si spiegherebbe altrimenti come mai a festeggiare sono migliaia di aziende e individui che campano di creatività, dagli editori al presidente della Siae Mogol, che di certo non vogliono far circolare di meno le proprie opere. L'obiettivo storico centrato per la prima volta è stabilire il principio che i frutti del lavoro intellettuale altrui non possono essere sfruttati da altri senza pagare gli autori. Editori e creativi useranno questo principio per arginare il saccheggio e farsi pagare il giusto. Proprio come si fa al ristorante.

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