Il governo si muove in fretta e "salva" la banca di papà Boschi

L'Etruria e altre tre rischiavano il crac. Domani Cdm per creare il fondo di garanzia pagato dagli istituti

Il governo si muove in fretta e "salva" la banca di papà Boschi

Roma - Il destino di Banca Etruria (l'istituto del quale era vicepresidente il padre del ministro Maria Elena Boschi), Banca Marche, CariFerrara e CariChieti è definitivamente al sicuro. Le quattro banche sull'orlo del fallimento da ieri sono pressoché certe della loro sopravvivenza. Domani il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi in via straordinaria per costituire un fondo di salvataggio bancario, pronto a intervenire sui quattro istituti commissariati, allo studio del governo. Il nuovo istituto sarebbe finanziato direttamente dai gruppi bancari italiani in modo obbligatorio e proporzionale ai depositi e non dal governo, come prevede la nuova normativa europea nella fase iniziale.Viene dunque bypassato il fondo interbancario di tutela dei depositi, che era stato investito della questione e che era stato finanziato con una linea di credito da 1,5 miliardi dai sette principali istituti italiani (Intesa, Unicredit, Mps, Banco, Ubi, Bper e Bpm) per ricapitalizzare le quattro banche. Le risorse del nuovo fondo potrebbero essere prelevate modificando la destinazione dei finanziamenti. La mossa ha lo scopo di attivare il meccanismo di risoluzione delle crisi prima del primo gennaio quando entrerà in vigore la normativa sul bail-in che prevede anche il coinvolgimento diretto dei correntisti con depositi superiori a 100mila euro.La battaglia vede trionfare l'attitudine dirigista del premier Renzi (che potrà vantarsi di aver evitato il prelievo sui correntisti), il ministro Padoan, il presidente dell'Abi Antonio Patuelli e gli ad delle due principali banche italiane Ghizzoni (Unicredit) e Messina (Intesa).

Sconfitta, invece, la linea rigorista del governatore di Bankitalia Visco e, soprattutto, sconfitta per ora la Commissione Ue.Le quattro banche in crisi dovrebbero vedere ognuna lo spacchettamento dei crediti in sofferenza e, pertanto, essere salvate - nella parte in bonis - da un cavaliere bianco. I prossimi passi di Renzi nel mondo finanziario ora riguarderanno il nuovo piano industriale della Cassa depositi e prestiti guidata da Fabio Gallia e Claudio Costamagna. L'uscita dopo otto anni dello storico portavoce della presidenza di Cdp, Guido Rivolta, è sintomatica dell'intenzione di Palazzo Chigi di allineare via Goito ai suoi desiderata. Allo stesso modo, riferisce il sito internet del Fatto, si preparerebbe un avvicendamento in Ferrovie dello Stato perché l'ad Elia non avrebbe corrisposto ai desiderata del premier.Ieri il Senato ha dato il via libera alla legge di Stabilità che subirà numerosi rimaneggiamenti alla Camera. In particolare, si attendono almeno 500 milioni per il capitolo sicurezza vista la possibilità ventilata dall'Ue di escludere queste voci straordinarie dal Patto di Stabilità. Sul fronte politico, invece, si segnala che i verdiniani non hanno votato la fiducia, mentre il gruppo di quattro senatori vicino all'ormai ex Ncd Qagliariello si è astenuto. I 164 sì mostrano la fragilità di una maggioranza aiutata dai dissidenti del Pd. GDeF

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