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Il governo vuole la grazia. Ma Mattarella: decido io

Nordio avvia l'istruttoria, il Quirinale puntualizza: facoltà esclusiva del capo dello Stato. Il centrodestra insiste: raccolta firme in Aula

Il governo vuole la grazia. Ma Mattarella: decido io
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Il centrodestra alza gli scudi chiedendo la grazia per Mario Roggero, e dopo l'intervento della premier Meloni, da via Arenula Carlo Nordio avvia l'istruttoria per il provvedimento di clemenza destinato al 72enne gioielliere di Grinzane Cavour, anche se il Colle rivendica subito il proprio ruolo.

Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori e il tentato omicidio del terzo componente della banda che assaltò la sua attività nell'aprile del 2021, ieri si preparava a varcare le porte del carcere.

Ma già prima la maggioranza aveva dato il via alla battaglia politica per la grazia. A quel punto si è mosso anche il governo. Su indicazione diretta di Giorgia Meloni, il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni ha rappresentato a Nordio l'opportunità di aprire immediatamente l'istruttoria sul caso Roggero.

Si tratta del primo passaggio previsto dall'ordinamento, che naturalmente non anticipa la concessione della grazia ma apre il procedimento destinato, una volta acquisiti gli atti e i pareri previsti dalla legge, ad arrivare sul tavolo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale spetterà la decisione finale.

E in serata, dopo un incontro tra Mattarella e Nordio, il Quirinale ha ritenuto opportuno puntualizzare, con un filo di irritazione, che la concessione della grazia è una facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica, come ribadito anche dalla Consulta.

L'iniziativa di via Arenula arriva mentre il centrodestra continua a fare quadrato attorno al commerciante piemontese. A rompere gli indugi, due giorni fa, era stato il vicepremier Matteo Salvini, che veva chiesto esplicitamente al capo dello Stato la grazia, parlando in un video postato sui social di una "condanna ingiusta" per il gioielliere, e sostenendo che "non è possibile che un padre, un marito e un nonno finisca in carcere invece dei delinquenti", per poi rilanciare la necessità di ampliare ulteriormente le tutele per chi reagisce a una rapina.

Ieri la mobilitazione si è allargata a tutta la maggioranza. Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ha annunciato in Aula una raccolta di firme tra i parlamentari del centrodestra per sostenere la richiesta di clemenza. "Vogliamo sollecitare il ministro della Giustizia ad avviare un percorso per la grazia a Mario Roggero. In una situazione come questa, lo Stato deve dare un messaggio chiaro. È lui la vittima". All'iniziativa hanno aderito anche Fratelli d'Italia, Forza Italia, Noi Moderati e Maie-Centro Popolare, e l'endorsement politico alla richiesta di grazia ha visto poi, come detto, muoversi anche il governo, innescando da via Arenula la notizia dell'avvio dell'iter. Vicenda "ingiusta, incomprensibile e difficile da accettare" anche per il ministro della Difesa, Guido Crosetto. E alla battaglia si è unito anche il governatore del Piemonte e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Alberto Cirio, che ha promosso un ordine del giorno a sostegno di Roggero: "Il Piemonte le parole di Cirio - è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia".

Per il gioielliere piemontese si apre dunque una doppia partita.

Da un lato quella giudiziaria, con la condanna definitiva che gli ha aperto le porte del carcere, e dall'altro quella istituzionale, con l'istruttoria avviata dal ministero della Giustizia che dovrà raccogliere gli atti del procedimento e i pareri previsti dalla legge, per poi trasmettere il fascicolo al Quirinale. Toccherà al capo dello Stato l'ultima parola, ma intanto il centrodestra ha scelto da che parte stare, e ha fatto della vicenda Roggero un caso simbolo per il diritto dei cittadini a difendersi dalle rapine.

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