Via al grande trasloco: i deputati levano le tende

Oltre 400 onorevoli dovranno lasciare i tre Palazzi Marini. Monta l'ira di chi deve fare gli scatoloni

Via al grande trasloco: i deputati levano le tende

Il caos è dietro l'angolo. A un passo. Potrebbe esplodere da un momento all'altro. Perché a Roma sta andando in scena il più grande trasloco della storia della Repubblica italiana. A partire dal 17 novembre i gruppi parlamentari dovranno, infatti, liberare le 405 stanze occupate nei Palazzi Marini. Tutti via. "Entro 27 giorni lavorativi e non oltre" i deputati dovranno aver completato il trasloco. La dead line è tassativa. Non si può sgarrare. E già monta il malcontento.

I tre palazzi di proprietà dell'immobiliarista Scarpellini andranno inderogabilmente restituiti alla società "Milano 90" erntro la fine del 2014. E, come spiega Claudio Marincola sul Messaggero, c'è una schera di deputati in fermento. "C'è chi invoca la privacy, chi chiede i sigilli - spiega il giornalista - chi si preoccupa perché non sa ancora in che stanza e in quale palazzo finirà. Chi minaccia di avvinghiarsi alla poltrona più di quanto già non lo sia 'se prima non verranno date precise garanzie'. Chi si preoccupa per il suo portaborse che nella fase transitoria dovrà inevitabilmente arrangiarsi". Le stanze da liberare sono tante. E molti sono già al lavoro. Il Pd dovrà sloggiare ben 193 vani, i grillini 67, Forza Italia 43 e così via. "La questione è stata presa sotto gamba - denuncia Pino Pisicchio, capogruppo del Misto - il trasloco coincide con la sessione di bilancio, ognuno di noi avrà una carrettata di documenti da portarsi dietro".

Pisicchio ha scritto una lettera a tutti i deputati proponendo di "poter usufruire di uno spazio di lavoro riservato" in modo da garantire "una postazione per i collaboratori" e da ricevere gli ospiti. "Non mi sembra accettabile che 400 deputati si spostino e altri 230 privilegiati restino al proprio posto - tuona il capogruppo del Misto - c'è il decoro della nostra funzione da rispettare".

A dover "sloggiare" sono anche i dipendenti della "Milano 90". Le persone che oggi gestiscono la mensa di piazza San Silvestro rischiano, infatti, di rimanere senza lavoro. Il questore della Camera Stefano Dambruoso ha proposto alla società di "rimanere in uno dei tre palazzi" e "lasciare in funzione la mensa almeno fino al termine della legislatura". I grillini, invece, hanno proposto di riassegnare il personale che lavorava nei Palazzi Marini, "tenendo conto della professionalità maturata". Il ché significhgerebbe inglobarli nel già nutrito stuolo di dipendenti della Camera.

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