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La resa di Grillo

Dopo le espulsioni e la rivolta della base, l'ex comico passa i poteri a un direttorio: "Sono un po' stanchino". Intanto continua la rivolta contro le espulsioni

La resa di Grillo

È arrivato il momento della resa? Dopo le ultime espulsioni e la rivolta della base nei suoi confronti, Beppe Grillo ha scritto un post sul blog che la dice tutta sullo stato attuale del leader pentastellato. "Sei d’accordo con la decisione di formare una struttura di rappresentanza più ampia di quella attuale?", chiede Grillo alla rete. Si potrà votare fino alle 19 per la creazione di un vero e proprio direttorio.

Cinque le persone scelte: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco, Carlo Sibilia. "Queste persone si incontreranno regolarmente con me per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti e costruire, con l’aiuto di tutti, il futuro del MoVimento 5 Stelle, quando abbiamo intrapreso l’appassionante percorso del MoVimento 5 Stelle, ho assunto il ruolo di garante per assicurare il rispetto dei valori fondanti di questa comunità, oggi, se vogliamo che questo diventi un Pase migliore, dobbiamo ripartire con più energia ed entusiasmo. Il M5S ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia di quella attuale. Questo è un dato di fatto. Io, il camper e il blog non bastiamo più. Sono un po' stanchino, come direbbe Forrest Gump. Quindi pur rimanendo nel ruolo di garante del M5S ho deciso di proporre cinque persone, tra le molte valide, che grazie alle loro diverse storie e competenze opereranno come riferimento più ampio del M5S in particolare sul territorio e in Parlamento", si legge sul blog di Grillo.

Una decisione approvata dal 91,7% dei 37.127 iscritti che hanno partecipato al voto. "Grazie! Grazie a tutti!", ha scritto Grillo su Twitter, "Siamo pronti a costruire il futuro del M5S".

Prima del post, dichiarazioni di fuoco erano arrivate dal deputato pentastellato Samuele Segoni, capofila della delegazione di cinquanta attivisti che ieri si sono presentati nella villa del leader del Movimento 5 Stelle per chiedere spiegazioni dopo le espulsioni di Massimo Artini e Federica Daga. "Beppe Grillo ci ha detto che il movimento va bene così, portando come prova i contatti avuti sul sito. Io ho cercato di fargli capire che il successo di un progetto politico non si misura in clic su internet. Lui ci ha risposto che sbagliamo perché è un modo per contare quanto seguito abbiamo, perché giornali e tv sono morti", ha detto Segoni in una intervista al Corriere della Sera. La situazione adesso è incandescente. La base è spaccata e anche tra i fervidi sostenitori grillini serpeggia il malcontento. La frotta dei dissidenti continua a diventare più numerosa. "Oggi Massimo Artini. Domani chi? Baldassarre? Segoni? Rizzetto? Cosa ca... siamo diventati?", si chiedeva ieri il deputato M5S Marco Baldassarre. "Spero che qualcuno riprenda lucidità e si fermi in tempo. Non ho sacrificato parte della mia vita per vedere accadere tutto questo", ha scritto il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. L'attore Giorgio Albertazzi critica il suo amico Grillo: "Questa storia delle espulsioni mi sembra una cosa da vecchio Pcus, non mi piace il sistema né il linguaggio".

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