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Il neoministro Gualtieri: "Alla Ue ho detto no a una manovra restrittiva"

Il neoministro dell'Economia e delle Finanze si è detto fiducioso che l'Ue permetterà una maggiore flessibilità sugli investimenti

Il neoministro Gualtieri: "Alla Ue ho detto no a una manovra restrittiva"

"Una manovra restrittiva sarebbe controproducente". Ad affermarlo è il ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri rispetto alla prossima legge di bilancio che rappresenterà il nuovo banco di prova dell'alleanza Pd-M5S.

Durante l'incontro Ecofin di Helsinki, il titolare di via XX Settembre ha dichiarato: "Ho detto che una manovra restrittiva sarebbe controproducente e stiamo lavorando per collocarla nel quadro di una più generale e appropriata 'fiscal stance' dell'area euro". Dunque il governo Conte Bis starebbe preparando misure di espansione economica che, però, andrebbero contro i vincoli di bilancio imposti dall'Unione Europea; su questo punto, però, l'ex europarlamentare si è mostrato fiducioso una maggiore apertura da parte della commissione, probabilmente anche grazie alla nomina di Paolo Gentiloni agli affari economici: "Questo governo si muove all'interno delle regole dell'Unione europea" con "il pieno uso della flessibilità, così come ha detto anche la presidente Ursula Von der Leyen".

L'Ue, dunque, avrebbe dimostrato una "disponibilità ad approfondire forme per proteggere gli investimenti legati alle grandi priorità europee a partire dall'azione per il clima". Inoltre, “ è entrata in discussione - continua Gualtieri - anche la golden rule. E' emersa la disponibilità della Commissione, con il vicepresidente Valdis Dombrovskis, di studiare forme per favorire investimenti che siano legati alle grandi priorità europee, a partire dal clima".

Su questo punto batte anche il premier Conte, che dalla fiera del Levante ha affermato che il "contributo dell'Italia a questo passaggio cruciale della programmazione sociale ed economica europea sarà quello di lavorare affinché gli investimenti verdi da parte degli Stati membri, siano quanto più possibile incentivati. Per questo, chiederemo l'esclusione degli investimenti verdi dal calcolo del deficit, ai fini del rispetto del patto di stabilità e crescita".

Resta, comunque, il nodo delle coperture economiche per coprire alcuni voci essenziali come il blocco dell'aumento dell'Iva e l'abbattimento del cuneo fiscale. Un buon punto di partenza potrebbero essere le privatizzazioni già previste nel primo governo Conte ma il Gualtieri le stime sui redditi che potrebbero derivare dalle privatizzazioni del primo governo Conte sono "irrealistiche" e che "non esiste ancora un piano" di privatizzazioni da parte dell'attuale governo.

Un altro punto potrebbe arrivare, invece, dalla digitalizzazione delle transazioni economiche per il contrasto all'evasione fiscale. Per il titolare del Mef il governo "intende lavorare per modernizzare il sistema dei pagamenti italiani e rafforzare la transizione verso i pagamenti elettronici" invitando però a non confondere questa intenzione con un presunto "piano" del governo ipotizzato negli ultimi tempi. "La digitializzazione - ha spiegato - non è solo un elemento di contrasto all'evasione fiscale, ma in generale di modernizzazione del paese. Se si confrontano i dati italiani con quelli degli altri paesi, parlano da soli, come su altri temi che non a caso sono stati fra le priorità di questo governo, la partecipazione agli asili nido per fare un esempio di priorità a cui tengo molto". Anche sui pagamenti elettronici quindi "il governo intende lavorare in orizzonte triennale, per migliorare e modernizzare il Paese", ma Gualtieri ha invitato alla "prudenza nel confondere altri contributi con un piano del governo: siamo ancora in una fase di indirizzo, non ci sono misure specifiche. Se avrete pazienza, quando avremo concluso il nostro lavoro presenteremo le conclusioni".

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