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Bufera sulla coincidenza con gli scontri. E Marion Maréchal: "Altro caso Salis"

Interrogazione sul nesso con l'assalto ai giovani di Fdi

Bufera sulla coincidenza con gli scontri. E Marion Maréchal: "Altro caso Salis"
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La presenza di Raphaël Arnault a Roma, nei giorni della contro-cerimonia per Acca Larentia, non è passata inosservata. Dopo la rivelazione de il Giornale, in Parlamento sono fioccate le interrogazioni e la vicenda ha varcato i confini nazionali, arrivando fino in Francia, dove si è registrato l'interessamento di Marion Maréchal. Al Giornale, la leader di Reconquete, afferma: «Siamo di fronte alla creazione di un'internazionale della violenza antifa con la compiacenza e la complicità dei partiti di estrema sinistra». E ancora: «D'altronde basta studiare i casi di Raphael Arnault in Francia e Ilaria Salis in Italia per trovarne dimostrazione: entrambi erano referenti di gruppi antifa noti alle cronache in quanto accusati di essere stati protagonisti di aggressioni violente ed entrambi sono stati candidati e fatti eleggere deputati dai partiti di sinistra che, così facendo, hanno dato loro un premio e un'immunità parlamentare», chiosa la presidente di Identité-Libertés. A gennaio, mentre Arnault era a Roma, quattro militanti di Gn sono stati aggrediti all'Alberone da una ventina di antifascisti. Poi, settimane dopo, è stato pestato a morte a Lione Quentin Deranque, giovane di destra. Tra i sospettati, Jacques Elie Favrot, assistente parlamentare del deputato di Mélenchon e militante de la Jeune Garde. I due episodi, quelli di Roma e quelli di Lione, non sono collegati. Ma qualcuno vuole vederci chiaro. Il parlamentare francese, in Italia, è stato anche premiato da Avs, dal presidente dell'VIII municipio romano Amedeo Ciaccheri. Un altro tassello su cui alcuni parlamentari vogliono fare luce. Due distinte interrogazioni di FdI chiedono chiarimenti al ministro dell'Interno sulla presenza a Roma di Arnault nei giorni delle iniziative contro l'anniversario di Acca Larentia. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha sollecitato un'informativa urgente, collegando la vicenda a un quadro internazionale di mobilitazione e parlando di una «recrudescenza della violenza politica» da analizzare, anche alla luce dell'aggressione avvenuta nella Capitale. Esiste un video in Italia di Arnault, dove il deputato francese attacca la Meloni. Per FdI quel filmato è stato girato all'Alberone, nella zona in cui Gn ha subito l'aggressione. Convergente il taglio dell'interrogazione presentata dai deputati Fabio Roscani e Marco Perissa. I due parlamentari sottolineano che la partecipazione in Italia di soggetti legati ad ambienti antifascisti francesi, talvolta «ricevendo riconoscimenti ufficiali», come nel caso di Ciaccheri, potrebbe generare un «grave imbarazzo istituzionale». Per questo chiedono al Viminale se sia a conoscenza dei fatti e quali iniziative intenda adottare per prevenire escalation di violenza. Di presenza di antagonisti francesi in Italia si è parlato, e molto, anche in relazione al corteo pro Askatasuna di Torino dello scorso 31 gennaio. L'europarlamentare di Fdi Carlo Fidanza, proprio ieri, ha evidenziato l'esistenza di «un filo rosso» che lega le «organizzazioni terroristiche di estrema sinistra in tutta Europa». Gli ha fatto eco Nicola Procaccini, co-presidente dell'Ecr. La Jeune Garde di Arnault nasce a Lione, dove il movimento No Tav ha attecchito tempo fa.

Il filo della rete antifascista arriva così a Torino, dove durante la mobilitazione per il centro sociale qualcuno ha preso a martellate i poliziotti. Luca Toccalini, deputato leghista, chiede ad Avs di spiegare il premio ad Arnault. Nel corso della premiazione sembra ci fosse anche Favrot, poi arrestato per l'uccisione di Quentin. Presenza che Avs non ha smentito.

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