La guerra dell'Esercito al virus: consegna vaccini e 800mila test

"Di più, insieme": il supporto dei militari al Paese

«Di più, insieme»: parole che danno il senso dell'unità all'interno della forza armata, ma anche della crescita esponenziale dell'Esercito documentata dai numeri e dai fatti. Sono le parole del generale Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, che ieri mattina ha presentato il Rapporto 2020. Con lui anche il presidente dell'Eurispes, professor Gian Maria Fara.

Quello che si legge nel documento, per uso interno, ma destinato anche a chi sta fuori dà, in effetti, il senso del lavoro dell'ultimo anno. Un lavoro impegnativo, se si pensa soprattutto all'impiego fondamentale degli uomini e delle donne in divisa nel corso dell'emergenza Covid. «Anima, testa e cuore», ciò che i militari hanno messo per essere sempre di più un tutt'uno che lavora in un'unica direzione, quella di garantire efficienza e sicurezza per il Paese. In questo contesto i numeri parlano chiaro. Solo per snocciolarne qualcuno, dai primi giorni della pandemia sono state adottate 3 distinte linee operative: supporto sanitario, logistica e sicurezza. Un focus importante è quello riguardante il policlinico militare del Celio, che ha trattato, da quando è diventato centro Covid, 749 pazienti, di cui 365 militari e 384 civili, di cui 50 in terapia intensiva e 30 in subintensiva. Sono invece 410 i medici e gli infermieri impiegati. Nel corso del periodo di lockdown, l'Esercito ha controllato 1.875.749 persone e 372.473 veicoli, anche con l'impiego di 5 assetti Raven (147 missioni di volo) e 3.184 fermi nei siti frontalieri. Sono invece 110 i drive through della forza armata, il 70% di quelli della Difesa, installati sul territorio nazionale e 738mila i tamponi effettuati. Con l'operazione Eos e l'inizio delle vaccinazioni, l'Esercito ha impiegato 59 veicoli commerciali, 59 camion Actl, 59 Aps (trasporto container), 43 aeromobili ad ala fissa e rotante e 10 basi dell'aviazione per la consegna delle dosi.

La forza armata è attualmente composta da 95.511 unità militari e 7.267 unità civili. Di questi, 11.238 sono ufficiali, 22.035 sottufficiali, 61.263 graduati e truppa e 975 allievi. Il 71% viene da Sud e isole, il 19 dal Centro e il 10 dal Nord. Nel rapporto ci sono dati interessanti riguardanti l'addestramento (194 attività nel corso del 2020), l'impiego in attività nazionali (7.803 militari dell'operazione Strade sicure) e in teatro operativo all'estero, ma anche qualche curiosità (ad esempio un team del settimo reggimento Trasmissioni al lavoro presso il Mose di Venezia). Ma si parla anche di cyber security, nuove forme di comunicazione dell'Esercito, con app, un brand dedicato, caserme verdi e più ecologia, interventi di riqualificazione degli immobili, con interventi importanti nelle varie sedi. Il volume di risorse dedicato all'Esercito per il 2020, è stato di circa 781 milioni di euro.

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Commenti

RolfSteiner

Sab, 20/02/2021 - 10:34

11mila ufficiali a fronte di 22mila sottufficiali e soli 60mila soldati?

Ritratto di moshe

moshe

Sab, 20/02/2021 - 10:57

il supporto dei militari al Paese ... ... ... considerato che non tutti i militari sono impegnati a "soccorrere" clandestini e non ci sono guerre in corso, il loro "supporto" mi sembra il minimo che si possa pretendere, l'alternativa quale sarebbe, farli poltrire nelle caserme ?

marco1965

Sab, 20/02/2021 - 11:23

RolfSteiner Sab, 20/02/2021 - 10:34 e moshe Sab, 20/02/2021 - 10:57 l' attuale assetto delle forze armate, naturalmente la mia è solo un parere, non ha più molti scopi di presidio e sorveglianza. Se parliamo di logistica, per ogni operativo occorrono almeno due militari di supporto, quindi il rapporto sembra equilibrato. Nel dettaglio le forze speciali impiegate nei contesti internazionali (GOI, GIS, 9° Col Moschin) sono esclusivamente composte da ufficiali e sottoufficiali. Per quanto riguarda l' impiego di mezzi speciali, si impiega personale formato nelle accademie ed è escluso l' impiego di militare di truppa. Ricordiamo inoltre che la leva è stata sospesa, non abolita, quindi in caso di mobilitazione il personale attuale costituisce un insostituibile bacino di professionalità. Infine occorre ricordare che molti servizi di sorveglianza o assistenza sono svolti da restante personale civile.

marco1965

Sab, 20/02/2021 - 11:23

Il commento sull' "otium castrensis" è solo una banalità, in quanto l' impiego dell' esercito in compiti non propri è eccezionale e in supporto ad una protezione civile praticamente da parata.