L'Organizzazione mondiale della Sanità ha confermato che la Spagna accoglierà nell'arcipelago delle Canarie la nave da crociera Mv Hondius, ferma a largo della costa africana, dove tre persone, su un totale di 149 passeggeri provenienti da 23 nazioni diverse, sono morte per un sospetto focolaio di Hantavirus. Ma la Spagna nega (e non vuole) in un braccio di ferro che sembra infinito: "Meglio venga assistita a Capoverde, è più ragionevole" cerca di lavarsene le mani il presidente del governo delle Canarie, Fernando Clavijo.
Quello che preoccupa è l'affermazione della direttrice Oms per la preparazione e la prevenzione delle epidemie e pandemia Maria Van Kerkhove alla Cnn: "Non escludiamo una trasmissione da uomo a uomo". I sanitari stanno comunque "collaborando con le autorità spagnole per condurre un'indagine epidemiologica completa, una disinfezione completa della nave e, naturalmente, per valutare il rischio per i passeggeri che si trovano a bordo" ha spiegato la funzionaria. Attualmente sulla nave sono in vigore "rigorose misure precauzionali" tra cui l'isolamento dei passeggeri. Il focolaio ha colpito almeno sei persone a bordo: tre decedute e tre ammalate. "Il rischio per la popolazione in generale rimane basso. Non c'è bisogno di panico o di restrizioni di viaggio" ha affermato Hans Kluge in una dichiarazione, aggiungendo che le infezioni da Hantavirus sono "rare e solitamente legate all'esposizione a roditori infetti". Dalla nave arrivano le testimonianze dei passeggeri, tra cui quelle Jake Rosmarin, influencer di viaggi di Boston con oltre 48mila seguaci su Instagram, che ha postato vari video e una sua considerazione: "Non siamo una storia, non siamo solo titoli di giornale. Siamo persone con famiglie, con vite, con qualcuno che ci aspetta a casa. C'è molta incertezza ed è la parte più difficile. Tutto quello che vogliamo in questo momento è sentirci al sicuro, avere chiarezza e tornare a casa". Come ricostruito da Oceanwide Expeditions, compagnia di crociere che gestisce la Mv Hondius, il primo turista a essere contagiato è stato un passeggero olandese di 70 anni. Morto a bordo della nave l'11 aprile, è stato seguito nel giro di un paio di settimane dalla moglie 69enne, che si è ammalata prima di spirare sull'isola di Sant'Elena, nell'Atlantico meridionale, dove era sbarcata per seguire il trasporto della salma del marito.
Il 2 maggio, poi, è stata la volta di un cittadino tedesco, deceduto sull'imbarcazione. Un cittadino britannico di 69 anni è stato invece ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, mentre "due membri dell'equipaggio presentano sintomi respiratori acuti".