I 5 mali d'Europa da sconfiggere

È chiaro a tutti che le elezioni di domenica prossima ridisegneranno il Parlamento di Strasburgo. Per la prima volta, infatti, i partiti storici non avranno il peso che hanno sempre avuto. Sulla scena politica europea si affacciano con prepotenza forze anti sistema che fanno del sovranismo e del nazionalismo le proprie bandiere e che puntato a ridisegnare un'Unione che non è mai stata tale. I mali che affliggono il Vecchio Continente hanno radici profonde e sono diventati endemici proprio per l'incapacità di guardare al bene dei popoli anziché gli interessi delle élite.

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Probabilmente i nuovi pesi politici in seno all'Europarlamento e gli accordi tra forze di seme diverso vanificheranno le nuove richieste che dalle piazze delle principali città europee si sono levate fino a Bruxelles. Sul tavolo rimangono, comunque, alcuni dossier fondamentali. Finora hanno trovato solo risposte sbagliate, facendo danni fortissimi alla maggioranza degli Stati membri. Ne proviamo a fissare alcuni:

  1. La crisi libica e la bomba migratoria: quello che abbiamo pagato (e stiamo tutt'ora pagando) in termini di emergenza immigrazione è figlia della scellerata campagna in Libia fatta da Nicolas Sarkozy per far cadere Muhammar Gheddafi e strappare i pozzi petroliferi all'Italia. La destabilizzazione di quell'area e l'incapacità dell'Unione europea di fermare le partenze hanno fatto scoppiare una bomba migratoria senza precedenti. Le crisi del passato si aggiungo a quelle del presente, segnate dalle mancate redistribuzioni dei migranti e soprattutto dalla pressoché totale assenza dei rimpatri
  2. La guerra a Putin: l'opposizione cieca al Cremlino ha avuto il suo culmine massimo nella guerra civile in Ucraina. I falchi europeisti si sono schierati a favore della rivoluzione colorata e hanno di fatto calpestato i diritti di quei cittadini filorussi che guardavano a Mosca. Il conflitto di un singolo Paese, che non è nemmeno membro della Ue, è poi sfociato in un braccio di ferro che, con le sanzioni alla Russia, ha finito per mettere in ginocchio diversi settori. Per le imprese italiane, in particolare, si è tradotto in un durissimo colpo. A livello geopolitico, poi, le tensioni con Putin hanno portato ad una progressiva militarizzazione delle aree baltiche e balcaniche. In questo modo la Ue ha chiuso le porte a un alleato che può essere fondamentale su molti dossier.
  3. L'atlantismo di facciata: se i rapporti con Putin sono ai minimi termini, quelli con Trump non sono certo dei migliori. In questi anni i rapporti con gli Stati Uniti sono stati altalenanti. Il cambio della guardia da Obama al tycoon ha messo in allarme le principali cancellerie europee portando, anche in questo caso, a continui sgambetti laddove gli interessi di Francia e Germania non coincidevano con quelli di Washington.
  4. L'abbandono dell'Europa Mediterranea: Paesi come l'Italia, la Spagna e la Grecia sono stati confinati a gigantesco hub per l'approdo dei migranti, mentre i Paesi del Nord Europa hanno fatto carta straccia del Trattato di Schengen chiudendo i propri confini e rafforzando economicamente la propria potenza. In questo quadro a beneficiarne sono stati soprattutto la Germania e la Francia che nei mesi scorsi hanno addirittura sottoscritto il proprio sodalizio con un nuovo patto che di fatto supera il significato stesso di Unione europea.
  5. I vincoli economici usati come clava: negli anni abbiamo assistito a un doppiopesismo allarmante che ha portato Bruxelles a chiudere un occhio quando era la Francia a sforare e a infierire senza pietà quando la Grecia ha barato sui propri conti. La brama di una austerity a tutti i costi ha addirittura portato in Italia a un “golpe bianco” per piazzare Mario Monti a Palazzo Chigi. I risultati (disastrosi) sono sotto gli occhi di tutti.

L'elenco potrebbe essere facilmente allungato. I mali, come gli errori, di questa Europa sono infatti molti di più. Ma basterebbe partire da questi per provare a far risorgere un europeismo che non è mai realmente esistito.

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