I centristi virano a destra È già partito il controesodo

Dopo la scelta del ministro Costa di mollare il governo, ecco il ritorno verso Forza Italia. Da Lupi a Cesa

I centristi virano a destra È già partito il controesodo

Il partito dei centristi è in fibrillazione. La favola renziana non incanta più il mondo dei moderati: la stella di Matteo Renzi si è eclissata mentre è ritornata a risplendere quella di Silvio Berlusconi. La marcia dei moderati verso Forza Italia è inarrestabile. A sdoganare la riappacificazione tra gli azzurri e quel pezzo di centristi, alleato in questi anni del Pd, è stato il ministro per gli Affari regionali di Alternativa popolare, Enrico Costa, che ha dichiarato di «essere pronto a riabbracciare Berlusconi, mollando anche la poltrona nel governo Gentiloni». L'annuncio del ministro alfaniano ha rotto la diga: il ministro degli Esteri Angelino Alfano rischia di ritrovarsi leader di un partito personale.

Tra le fila di Alternativa popolare, l'esodo verso Forza Italia è partito. Se Costa non scarta l'ipotesi delle dimissioni pur di ritornare nel centrodestra, Maurizio Lupi, capogruppo di Ap alla Camera, in un'intervista ad Avvenire, ritiene sia «giunto il tempo di fare il Ppe italiano con Fi e Udc». Dopo Lupi e Costa, sono pronti a rindossare la casa azzurra anche i senatori Roberto Formigoni e Gabriele Albertini. Nell'elenco degli alfaniani pentiti ci sarebbero anche i nomi di Massimo Cassano e Pippo Pagano.

Dai Palazzi romani al territorio: in Campania e Sicilia, da giorni, i rappresentati del partito di Ap hanno riallacciato le relazioni con Forza Italia. La fuga verso Berlusconi ha fatto abortire il progetto del polo dei moderati targato De Mita-Alfano: i due leader si erano incontrati, una settimana fa, a Roma per dare vita all'operazione del grande Centro. Dopo appena sette giorni, il ministro degli Esteri rischia di restare con un pugno di mosche in mano mentre Ciriaco de Mita pare orientato a sposare il progetto dell'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. E Alfano, incapace di dettare una linea politica al suo partito, è stato quasi costretto ad annunciare la fine della collaborazione con il Pd. Ma nel centrodestra nessuno ha voglia di riaprire le porte al «traditore» Alfano. L'ex ministro Gaetano Quagliariello pone una condizione (lasciare la poltrona) quasi impossibile al delfino mancato di Berlusconi: «Restare dentro un governo di centrosinistra e al contempo lavorare per l'unità del centrodestra. È che vero che la politica italiana ne ha viste tante. Ma forse un po' di chiarezza non farebbe male».

L'effetto nostalgia azzurra colpisce al cuore anche i verdiniani. Tra i parlamentari di Ala è scattato il fuggi fuggi generale: Eva Longo e Giuseppe Compagnone hanno già un piede nel partito del cavaliere. Questioni di ore per il passaggio di altri due senatori di Ala: Pietro Langella e Lucio Barani. Ciro Falanga, un altro senatore del gruppo legato a Denis Verdini, ha avuto contatti con Stefano Parisi per un'eventuale adesione al movimento Energie per l'Italia. Berlusconi pesca tra gli ex montiani di Scelta Civica: Valentina Vezzali e Angelo D'Agostino potrebbero ufficializzare nei prossimi giorni il passaggio a Forza Italia. Manca solo l'annuncio per il matrimonio tra Forza Italia e Udc: Lorenzo Cesa dovrebbe traghettare nel gruppo azzurro una pattuglia di parlamentari tra cui il senatore, ex Ncd, Giuseppe Esposito. Resta in bilico la posizione di un altro leader centrista: Pier Ferdinando Casini, al momento, è orientato a restare nell'area di centrosinistra. Anche senza Casini, il partito dei moderati, sedotti e traditi dalla stella del rottamatore fiorentino, sta virando verso il centrodestra.

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