I cinesi ricoverati si aggravano. Controlli su tutti i voli in arrivo

«Grave insufficienza respiratoria»: in terapia intensiva i due coniugi. A tutti i passeggeri test con il termoscanner

I cinesi ricoverati si aggravano. Controlli su tutti i voli in arrivo

Si aggrava la coppia di 60enni ricoverata allo Spallanzani. Giornata difficile quella di ieri per l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive di Roma dopo il peggioramento delle condizioni dei due turisti cinesi, moglie e marito, da giovedì isolati all'interno dell'ospedale. La coppia, alloggiata fino al 30 gennaio all'Hotel Palatino nel rione Monti, in pieno centro, nonostante avesse reagito bene alle prime cure è peggiorata tanto che i medici l'hanno trasferita in Terapia Intensiva. La donna, 65 anni, aveva un iniziale interessamento intersiziale. Il marito, 66 anni, era anche lui in discrete condizioni con un interessamento polmonare, però, più pronunciato. Una situazione precipitata con il sopraggiungere di una grave insufficienza respiratoria per entrambi. «Tanto da rendersi necessario il supporto dei macchinari». Dallo Spallanzani intanto arriva il nuovo bollettino medico: «I pazienti sono monitorati in maniera continuativa e sono sottoposti a tutte le cure, anche farmacologiche del caso, compresi farmaci antivirali sperimentali. Le attuali condizioni cliniche sono compromesse ma stazionarie, per cui i medici che li hanno in cura si riservano la prognosi». Fra i pazienti ricoverati sono 26 quelli dimessi perché negativi al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Undici, invece, sono le persone che presentano i sintomi della malattia, febbre alta e tosse, provenienti da Wuhan e da altre zone della Cina interessate dall'epidemia ancora sotto osservazione e sottoposte agli esami specifici. Infine i 20 connazionali della coppia bloccati in autostrada mentre erano alla volta di Sorrento dopo aver lasciato la capitale e portati allo Spallanzani.

Nonostante non presentino sintomi della malattia restano in quarantena. «Sono in buone condizioni e non destano preoccupazioni - spiega il direttore sanitario, il professor Francesco Vaia. Una vera e propria emergenza cinese non solo per problemi di comunicazione con medici e infermieri (la maggior parte dei turisti non parla nemmeno inglese) ma anche per le cucine del nosocomio. Tanto che la direzione sanitaria fa sapere che gli chef stanno preparando pietanze tipiche della cultura cinese, dalle varie zuppe agli involtini primavera e al pollo cucinato in tutte le salse. «Ai pazienti di nazionalità cinese attualmente ospitati presso l'Istituto sono prestate le massime attenzioni da parte della comunità dello Spallanzani» precisano i dirigenti sottolineando che «a tutti vengono serviti pasti tipici della cultura cinese e sono assistiti da mediatori volontari che si occupano di agevolare le comunicazioni. La loro permanenza nella struttura segue gli accorgimenti che l'ospedale assicura a tutti i pazienti». All'aeroporto di Fiumicino continuano i controlli con 11 termoscanner su tutti i passeggeri, anche di voli nazionali, che sbarcano in Italia. E arriva la notizia che le ricercatrici ormai diventate famose dello Spallanzani hanno declinato l'invito a Sanremo: «l'invito è lusinghiero ma non possiamo lasciare la ricerca in un momento di emergenza». Una grande lezione di stile.