I grandi elettori positivi voteranno al "drive in"

Fico cede, sarà a disposizione il parcheggio della Camera. Ma serve una norma per gli spostamenti

I grandi elettori positivi voteranno al "drive in"

Riusciranno i grandi elettori positivi al Covid a esprimere la loro preferenza e partecipare al grande appuntamento per la scelta del nuovo capo dello Stato? Il Hora de rebus che grava da settimane sull'elezione del tredicesimo presidente della Repubblica appare in via di risoluzione.

Il presidente della Camera Roberto Fico ha proposto ieri ai partiti di allestire un «drive in elettorale» nel parcheggio della Camera, in via della Missione, per consentire ai positivi o a chi è in quarantena di votare. Ora il governo deve capire se le norme vigenti bastano o vanno adeguate per permettere ai grandi elettori di raggiungere il seggio dalla propria città di provenienza. Sì, perché al di là del luogo, del meccanismo e delle modalità con cui materialmente deputati, senatori e delegati regionali scriveranno il nome sulla scheda, il problema è avere una circolare nazionale dedicata ai grandi elettori che possa disciplinare il viaggio dalle regioni di provenienza - che dovrà presumibilmente avvenire guidando un mezzo proprio senza altre persone a bordo - e il domicilio che dovrà essere indicato per la permanenza a Roma (chiaramente per chi non ha una casa di proprietà nella Capitale). Durante la riunione dei capigruppo a Montecitorio molti parlamentari si sono espressi a favore della proposta di Fico, ma secondo la maggioranza serve l'intervento del governo. In queste ore si stanno anche cercando di accelerare le operazioni di assegnazione del green pass per quei deputati diventati negativi ma che non lo hanno ancora ricevuto, visto che ci sono ritardi di diversi giorni in alcune Regioni, come era avvenuto a Pier Ferdinando Casini che però ieri ha risolto il problema.

Nella riunione dei capigruppo alla quale era presente il ministro per i Rapporti con il parlamento, Federico D'Incà, Davide Crippa (M5s) ha chiesto che il governo o la Camera offrano una soluzione per alloggio e spostamenti al drive in dei positivi che non hanno casa o una automobile a Roma. «Siamo soddisfatti per l'iniziativa del presidente Fico, in linea con la richiesta del Parlamento di consentire a tutti i parlamentari di votare e per l'elezione del presidente della Repubblica, dunque, anche ai positivi o in quarantena», dice Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia. «Adesso, il governo faccia la sua parte con urgenza per le necessità normative, come indicato dal Parlamento. La richiesta di garantire il voto senza escludere nessuno - portata avanti prima dal centrodestra e da Italia viva - ha trovato ora ampio consenso in tutte le forze politiche - e ne siamo contenti - nel rispetto della tutela sanitaria». «L'importante è che per la prima volta siano caduti dei tabù e che si sia affermato con forza il principio di garantire al massimo il diritto di elettorato attivo per un'elezione importantissima» aggiunge Stefano Ceccanti del Pd.

La bilancia politica dei possibili assenti è abbastanza in equilibrio. Alla Camera gli attualmente positivi oscillerebbero tra i 18 e i 19, sostanzialmente divisi tra centrodestra e centrosinistra allargato ai 5 Stelle. Numeri dimezzati ma simili nelle proporzioni al Senato. Si comincia anche a entrare nel vivo delle procedure. Una riunione tra i segretari di presidenza della Camera - di cui ha dato conto l'Adnkronos - ha affrontato il problema delle schede contestate. Se dalle urne usciranno schede con un nominativo che «senza alcuna ombra di dubbio, possiede i requisiti costituzionali per l'elezione», si legge nel «verbale», oppure sono state lasciate in bianco o risultano palesemente nulle, i segretari passeranno le schede al segretario generale della Camera che le consegnerà al presidente, il quale «darà lettura all'aula dei voti espressi». Qualora «sorgano perplessità» sull'attribuzione del voto o vi siano «dubbi circa la possibile nullità di talune schede, saranno temporaneamente accantonate, al fine di procedere a una tempestiva istruttoria, e valutare se si tratta di schede valide ovvero nulle o, infine, di schede disperse. A tale valutazione si procederà comunque senza interrompere le operazioni di spoglio».

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