Come volevasi dimostrare. Il governo prova a arginare gli arrivi di migranti senza diritto d'asilo con un disegno di legge che anticipa la legislazione europea e ipotizza il "blocco navale" e le espulsioni rapide di chi si vede respinto lo status di rifugiato, la magistratura risponde allargando questi diritti a dismisura con la solita giurisprudenza creativa. Nessuno pensava che le nuove misure contro l'immigrazione clandestina avrebbero trovato terreno fertile nelle aule di tribunale solo perché scritte di concerto con l'Unione europea, la decisione di ieri del tribunale di Bologna ne è la prima, sostanziale conferma.
I giudici hanno infatti riconosciuto la cosiddetta "protezione sussidiaria" a un trentenne proveniente dal Bangladesh (oggi nella lista Ue dei "Paesi sicuri") la cui vicenda aveva innescato nell'ottobre del 2024 una guerra di carte bollate tra Palazzo Chigi e il giudice Marco Gattuso (con tanto di coda polemica al Csm) planata infine alla Corte di Giustizia europea. Secondo i giudici bolognesi, se l'uomo fosse espulso in patria rischierebbe "trattamenti degradanti".
In base alla sentenza dei giudici del Lussemburgo del primo agosto 2025 l'Italia può designare una lista di "Paesi sicuri": ai giudici in via pregiudiziale spetta la verifica della validità e dell'interpretazione degli atti compiuti dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell'Unione e di controllarne l'effettiva validità nel caso del singolo migrante, ma solo dopo una "allegazione rinforzata" di notizie precise in merito, come ha recentemente ribadito la sesta sezione della Cassazione.
Il giovane migrante aveva contratto un debito di 10mila euro con i cosiddetti loan sharks, spregiudicati usurai che - protetti dalle forze dell'ordine locali - applicano tassi d'interesse anche del 30% al mese. Mentre lui era in Italia (difeso dagli avvocati Vanessa Di Gregorio e Francesco Furnari) gli usurai avrebbero aggredito i suoi parenti e li avrebbero sostanzialmente cacciati di casa dopo averli picchiati e minacciati di morte pur di avere indietro la cifra. Il fenomeno degli usurai che spingono gli indebitati financo al suicidio esiste, così come il rischio che venga ammazzato secondo la corte bolognese è "effettivo ed elevato": ecco perché non lo si può rimandare in Patria, anche se per la commissione sul diritto d'asilo non avrebbe i requisiti previsti.
Come sappiamo, a colpi di sentenze creative e giurisprudenza interpretativa l'ombrello previsto dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani si è allargato a dismisura: le maglie della "protezione umanitaria" si sono aperte anche a chi non scappa da nulla ma reclama il diritto "a un'esistenza privata libera e dignitosa" che Paesi come Egitto, Tunisia e Bangladesh certo non possono garantire. Di recente la Cassazione ha imposto all'Italia un migrante solo perché aveva manifestato "la seria intenzione di integrazione, anche senza un lavoro a tempo indeterminato".
A differenza del passato, però, con il blocco navale si potrebbe teoricamente impedire l'arrivo in Italia di imbarcazioni per il rischio terrorismo.
Se con la vecchia procedura il respingimento dello status di rifugiato era appellabile, con il migrante che poteva rimanere in Italia in attesa di giudizio, con la nuova norma l'espulsione del migrante proveniente da uno dei "Paesi sicuri" come il Bangladesh dovrebbe essere sostanzialmente immediata, soprattutto perché l'esame della domanda con procedura accelerata potrebbe svolgersi non in Italia ma nei famosi hub extra Ue come l'hotspot di Gjader in Albania.