I No Ponte già uniti ai No Tav. Ma sui social il Sì è al 67%

La saldatura con movimenti di protesta e pro Pal, corteo a Messina. Il rischio è che il cantiere diventi un teatro di scontri come la Val di Susa

I No Ponte già uniti ai No Tav. Ma sui social il Sì è al 67%
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L'Italia è da decenni il Paese dei no. C'è sempre qualcuno che, per mera ideologia, deve opporsi a qualcosa, tanto meglio se si tratta di infrastrutture. Oggi è il Ponte sullo Stretto di Messina ma negli Sessanta era la costruzione dell'Autostrada A1, colonna vertebrale della mobilità: secondo le voci di chi allora protestava sarebbe costata troppo e avrebbe soddisfatto un mero interesse capitalista. Nonostante i social abbiano dimostrato vivo e positivo interesse per il progetto, come dimostrano il sentiment positivo al 67,7% registrato dall'instant mood di Arcadia e le oltre 500mila visualizzazioni in due ore del video di Webuildgroup in collaborazione con Geopop, che mostra l'anteprima 3D del Ponte, dopo il "sì" del Cipess, i "No Ponte" hanno ripreso vigore e sono già emerse saldature con i "No Tav" (nella foto i recenti scontri), oltre che con i gruppi "Pro Pal".

Domani a Messina è in programma la prima manifestazione dopo il via libera definitivo alla costruzione e nella lunga lista delle adesioni spunta la partecipazione di "Comitati No Tav Trentino". Ci sono poi alcune sezioni locali dell'Anpi, gli attivisti di Extinction Rebellion (sezione nazionale e di Bologna), la Fiom Cgil di Messina e due diverse sezioni del Partito Comunista Italiano, quella di Verbania (Piemonte) e quella della Sicilia, oltre al Circolo "Peppino Impastato" di Messina del Partito della Rifondazione Comunista, che sarà in strada insieme al circolo della Sicilia e del Trentino. Hanno dato la loro adesione anche il Partito democratico di Messina e una serie di sezioni di Potere al Popolo insieme a Sinistra Italiana e Unione Sindacale di Base.

Sono solo alcune delle sigle che hanno confermato l'adesione ma se questo non bastasse, anche se non ancora inclusi nella lista ufficiale (e non è detto che lo saranno), non mancheranno gli attivisti di Cambiare Rotta e Osa al grido di "No Ponte fino alla vittoria". Stupisce la presenza di Mediterranea Saving Humans - Messina, Ong che finora si è occupata di migranti. E tra chi si schiera contro il Ponte c'è anche il gruppo "No Ddl 1660", che manifesta contro il decreto Sicurezza.

Insomma, non manca nessuno di quelli che rappresentano l'architrave più oltranzista dei movimenti "No Tav" (ma anche "pro Palestina") e il rischio è che la loro presenza nelle manifestazioni presenti e future trasformi lo Stretto di Messina nella nuova Val di Susa.

Il cantiere dell'Alta Velocità subisce regolarmente i sabotaggi dei gruppi organizzati contrari alla realizzazione di un'infrastruttura vitale per l'economia italiana ed europea, così come il Ponte diventerà un'infrastruttura strategica per connettere la Sicilia all'Italia e, quindi, all'Europa.

La presenza di queste sigle, in un elenco ancora incompleto che difficilmente incorporerà tutti quelli che parteciperanno alla manifestazione, fa scattare inevitabilmente un campanello d'allarme sul fatto che il legittimo dissenso possa trasformarsi in una battaglia ideologica e distruttiva, dove la mobilitazione a oltranza rischia di inficiare la persecuzione di un bene comune. Già lo scorso marzo, durante una manifestazione "No Ponte" a Messina, si sono registrati alcuni scontri tra manifestanti e forze dell'ordine causati - dicono gli attivisti - da una "eccessiva presenza di polizia".

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