Arrestato e rilasciato nel giro di 12 ore. Poco dopo le otto del mattino, nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno, un gruppo di agenti in borghese si è presentato alla porta dell'abitazione di Andrea Mountbatten, a Sandrigham, per arrestarlo. Probabilmente il fratello del re stava facendo colazione o, chissà, forse era stato avvertito e li stava aspettando già pronto, tanto i festeggiamenti erano già rovinati. Le autorità avrebbero potuto trattenerlo per un massimo di 96 ore, ma in serata la pecora nera della famiglia reale ha invece potuto far ritorno a casa e resta sotto inchiesta. È la prima volta nella storia moderna che un membro dei reali britannici viene arrestato, tuttavia non giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia, perché sono anni che il caso Epstein turba le notti del figlio preferito di Elisabetta.
A lungo tallonato dagli inquirenti americani perché dica tutto quello di cui è a conoscenza sul giro del finanziere pedofilo, fino a ieri era riuscito ad evitare persino un processo per molestie sessuali verso una minore. Alla prima vittima storica del suo amico statunitense, quella Virginia Giuffre, anche lei suicidatasi lo scorso anno, aveva pagato una cifra multimilionaria in sede extragiudiziaria per mettere tutto a tacere. Ma non è bastato per tenerlo lontano dalla ribalta e fuori dalla prigione. Su di lui pende infatti il sospetto di abuso d'ufficio, è questo il motivo che ha consentito alla polizia di Thomas Valley di prelevarlo da casa e portarlo in una stazione di polizia rimasta segreta. Tra gli ultimi files diffusi sul caso Epstein ci sarebbero infatti dei documenti che proverebbero la trasmissione ad Epstein, da parte dell'ex principe, di documenti sensibili e informazioni commerciali, nel periodo in cui Mountbatten era inviato per il commercio per il Regno Unito in Asia. Nelle e-mail, datate 7 ottobre del 2010, Andrea avrebbe inviato a Epstein tutti i dettagli delle sue visite ufficiali a Singapore, in Vietnam, Cina e Hong Kong, dove sarebbe stato accompagnato anche da alcuni associati del finanziere. Il 30 novembre poi, avrebbe girato tutte le relazioni delle visite redatte dal suo assistente Amit Patel, ad Epstein, cinque minuti dopo averle ricevute. Altri documenti rivelano che l'ex duca di York avrebbe condiviso informazioni importanti su opportunità di investimento in oro e uranio in Afghanistan. Sempre ieri la polizia ha iniziato a perquisire il Royal Lodge, l'ex dimora occupata da Andrea dal 2004 fino allo scorso gennaio, a poche miglia dal castello di Windsor e controlli sono stati effettuati anche in quella attuale di Sandrigham nel Norfolk. Mountbatten, a cui il re ha tolto titoli, onorificenze e sostegno finanziario, ha sempre negato ogni accusa rivoltagli.
In un laconico comunicato Re Carlo, che a quanto pare non sarebbe stato avvertito in anticipo dell'arresto, ha espresso "profonda preoccupazione" per la notizia sottolineando che "la legge deve fare il suo corso", assicurando supporto e collaborazione alla polizia. "Nessuno è al di sopra della legge" era stato il commento del premier Starmer sul caso, soltanto qualche ora prima dell'arresto di Andrea.
Ringraziano la polizia britannica "a nome di nostra sorella" i familiari di Virginia Giuffre perché "questo arresto dimostra che la legge è uguale per tutti. Lui non è mai stato un principe". Al momento sono nove le forze di polizia britanniche che stanno indagando sulle possibili piste che collegano Epstein al Regno Unito.