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I selfie-bufala del "Fatto Quotidiano" per difendere gli amici pro Pal

Usano due foto di Hijazi con Salvini e Gasparri, ma anche il legale ammette: "Sono scatti casuali"

I selfie-bufala del "Fatto Quotidiano" per difendere gli amici pro Pal
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Il Fatto Quotidiano prova a confondere le acque sui rapporti intrattenuti dai politici dell'opposizione con Sulaiman Hijazi, indagato nella maxi inchiesta sulla cupola di Hamas in Italia. Andrea Scanzi scrive su Facebook "ve le ricordate le polemiche sui selfie con l'amico di Hamas? Ecco: ora si scopre che anche quei geni di Gasparri e Salvini sono stati immortalati con il pro Pal indagato per terrorismo". Dopo mesi in cui nessuno di loro ha detto una sola parola sui rapporti dei 5 Stelle con Hijazi e con Mohammad Hannoun, in carcere con l'accusa di essere il vertice del terrorismo palestinese, ora si svegliano omettendo contesti e differenze. Primo appunto: le foto di Hijazi con il vicepremier Salvini e con il presidente dei senatori di Forza Italia Gasparri sono avvenute per caso, in mezzo alla strada, come lo stesso avvocato di Hijazi ammette su Il Fatto. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio, in un articolo firmato da Thomas Mackinson scrive che è stato chiesto conto di quelle foto a Luca Bauccio (avvocato di Hijazi) e sottolinea come non ci sia stato nessun incontro riservato, nessun rapporto personale, nessun appuntamento: "Solo incroci casuali in luoghi pubblici", dice Bauccio, mentre vengono delineate circostanze, luoghi e date che confermano la totale casualità di questi selfie spuntati, stranamente, dopo che Il Giornale ha rivelato che Hijazi è tra gli indagati. Diversi gli elementi distorti in questa narrazione: le fotografie che abbiamo mostrato con Nicola Fratoianni di Avs, con Stefania Ascari dei 5 Stelle, con l'ex grillino Alessandro Di Battista, con l'europarlamentare Gaetano Pedullà sono avvenute anche e soprattutto nelle sedi delle nostra istituzioni: eventi alla Camera, missioni di Ascari e Di Battista con l'associazione di Hannoun oggi al centro dell'inchiesta, la Abspp, con cui sarebbero stati dirottati milioni e milioni di euro ad Hamas, Pedullà ha parlato proprio da una manifestazione di Hannoun e, kefiah al collo, si è fatto fotografare con lui non per caso. E, addirittura, nella foto che ritrae Ascari con Hannuoun, ci sono anche altri due indagati, Riyad Albustanji, ritenuto il punto di collegamento con le brigate Al Qassam, e Raed Dawoud, entrambi in galera come esponenti dell'organizzazione. Ma ci sono anche riunioni con deputati dell'opposizione che vengono dettagliatamente descritti, con foto allegate, sul sito InfoPal diretto da Angela Lano (anche lei indagata). La differenza è sostanziale, anche perché il centrodestra si è schierato totalmente a favore dell'inchiesta giornalistica, ma forse a qualcuno fa più comodo far credere che sia tutto un unico calderone. La sostanza non cambia: da un lato ci sono due foto fatte per caso in mezzo alla strada.

Dall'altro ci sono rapporti che ancora, dopo mesi, non hanno spiegato, nonostante siano mesi che chiediamo quale sia la natura del loro rapporto. Ma evidentemente rispondere è troppo complesso e c'è chi preferisce passare ad un'offensiva senza distinguere il peso dei fatti e fattori in campo.

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