Imbarazzo a Tagadà: l'Appendino annuncia l'entrata di Piero Fassino

La conduttrice alla sindaca: "Me lo fa un regalo? Annuncia Piero Fassino?". E la sindaca, dopo momenti di silenzio e imbarazzo, accontenta la conduttrice

Imbarazzo a Tagadà: l'Appendino annuncia l'entrata di Piero Fassino

"Sindaca, me la fa una cosa come regalo?", chiede Tiziana Panella alla prima cittadina di Torino Chiara Appendino. E, dopo aver capito di che "regalo" si tratta, la sindaca resta in silenzio qualche istante. Poi, non senza imbarazzo, accontenta la conduttrice.

Ospite al programma di La7, Tagadà, Chiara Appendino ha parlato di ambiente, inquinamento, nuova alleanza di governo e immigrazione. Lo ha fatto senza grandi problemi, rispondendo con sicurezza a tutte le domande che le venivano poste. Così, quando le è stato chiesto quale fosse il suo impegno per l'ambiente, ha ricordato quello che dice alla figlia, cioè di chiudere l'acqua del rubinetto mentre ci si lava i denti, e ha sottolineato l'importanza della raccolta differenziata, dell'acquisto dei prodotti sfusi al supermercato e dell'uso limitato della macchina.

E nemmeno le domande su Matteo Salvini e Matteo Renzi l'hanno colta impreparata: "Non mi riconosco né nell'uno né nell'altro. Io mi riconosco nel Movimento 5 Stelle, che ha fatto un accordo col PD per portare avanti degli obiettivi. Mi fido di Renzi? Fiducia è una parola grande. Il mio auspicio è che questo governo duri 3 anni: questa alleanza è stata complessa ed è complessa, per quanto io la sostenga, ma è difficile da spiegare a chi ha sempre visto il PD come il nemico", ha detto la sindaca.

A mettere in difficoltà Chiara Appendino è arrivata, al momento dei saluti, quando la pentastellata pensava di aver terminato il suo intervento, la richiesta della Panella. "Me la fa una cosa come regalo?", chiede la conduttrice, che si sente rispondere dalla sindaca un "se posso, sì". Allora, la Panella incalza: "Dice per favore: 'Dopo la pubblicità Piero Fassino'?". E la Appendino rimane in silenzio, per un tempo un po' troppo lungo, anche se si considera il ritardo nella trasmissione dell'audio. Infine, non senza imbarazzo, tiene fede alla richiesta e annuncia l'entrata in studio del suo predecessore, Piero Fassino.

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