Un doppio livello: uno solidaristico e apprezzato da certa sinistra, l'altro violento e comunque tollerato dalle amministrazioni guidate da Pd, Avs o 5s. "Matilde" ha "'sta roba della spesa solidale", che è "da finire il prima possibile". "Tanto cioè se gli porti il pacco, son contenti ma non muoveranno mai le dita per far niente, quindi è una perdita di tempo". Per Askatasuna l'acquisto di beni alimentari o di prima necessità per le persone bisognose - attività promossa almeno ai tempi della pandemia - non era affatto una priorità, anzi. Molto meglio il "contesto di violenze di piazza..." con cui formare nuovi militanti.
Sono stralci di altre intercettazioni contenute nella memoria del sostituto procuratore Manuela Pedrotta. Del resto, il clima militante dei "rivoluzionari per sempre", per usare un'espressione del leader Giorgio Rossetto, è quello di chi, in prossimità del 9 maggio, anniversario dell'uccisione di Aldo Moro, si fa gli auguri. Così, almeno, il "compagno Brescia" ha scelto di fare nei confronti di altri due militanti di "Aska". Ma se il clima culturale non stupisce, è la capillarità dell'organizzazione a balzare agli occhi. Gli autonomi di Torino, per esempio, hanno il totale controllo del quartiere Vanchiglia. Un luogo dove "Aska", secondo la Procura, avrebbe anche aggredito alcuni spacciatori al di fuori del centro sociale. Gli autonomi torinesi però, grazie a un asso nelle maniche, confidano nel clima di impunità. In un'intercettazione del maggio del 2020, Mattia Marzuoli, imputato in secondo grado per associazione a delinquere, fa "un'analisi più generale, ricollegando alcuni episodi, come le aggressioni agli spacciatori in via Balbo..." e dice: "Il succo del discorso era il controllo del territorio"...pure perché "sotto la politica non ce la possono mettere, noi facciamo tutto in maniera auto, scoperta, sulla politica non potevano mettercela, anche perché sanno che abbiamo troppe simpatie, troppe...". Motivo per cui "sta roba del Neruda è fastidiosa, è proprio fastidiosa che escano le robe che abbiamo picchiato...persone". Ma cos'era successo al Neruda, uno "spazio sociale" integrato nella struttura di "Aska"? Una famiglia sarebbe stata minacciata per pagare una quota. Poi, a causa del mancato versamento del corrispettivo, sarebbe stata picchiata e semi-sequestrata. Ora è complicato definire con certezza le "simpatie" politiche a cui Askatasuna si riferisce. Nelle carte viene citato il Movimento 5 Stelle, partito nella sua fase iniziale del favorevole alla battaglia No Tav, che per gli autonomi di Torino è un "brand". Un nome che ricorre spesso è quello dell'ex grillino Alessandro Di Battista. L'amministrazione odierna - quella guidata dal dem Stefano Lo Russo - ha ideato il "patto" per Askatasuna "bene comune", in seguito allo sgombero dello stabile.
E il parlamentare Marco Grimaldi, insieme ad altri esponenti di Avs e a dei consiglieri regionali dei 5S, ha partecipato al corteo del 31 gennaio, che è culminato con le martellate ai poliziotti. I centri sociali italiani, da sempre, sono un bacino elettorale per la sinistra. Sedici esponenti di Askatasuna sono imputati per associazione a delinquere. La prossima udienza è prevista per il 18 maggio.