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Imu al rush finale, entro domani il saldo dell'acconto

L'imposta preleva circa 20 miliardi l'anno. Ai ritardatari sanzioni dello 0,1% al giorno

Imu al rush finale, entro domani il saldo dell'acconto
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Scatta la corsa all'acconto Imu per milioni di proprietari di immobili diversi dall'abitazione principale, che resta esente salvo le categorie di lusso. Un appuntamento ormai consolidato del calendario fiscale che, insieme al saldo di dicembre, vale complessivamente circa 20 miliardi di euro l'anno e rappresenta una delle principali entrate per i Comuni. Chi non dovesse rispettare la scadenza di domani, comunque, non si troverà davanti a una porta chiusa: il sistema del ravvedimento operoso consente infatti di regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte e interessi legali, evitando conseguenze pesanti.

La disciplina prevede un meccanismo graduale. Entro 14 giorni dal termine la sanzione è pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo; dal quindicesimo al trentesimo giorno scatta una sanzione fissa dell'1,5%; dal trentunesimo al novantesimo giorno dell'1,67%; oltre i 90 giorni e fino a un anno del 3,75%. Una flessibilità che consente ai contribuenti di rimediare a eventuali dimenticanze senza essere travolti da penalizzazioni sproporzionate.

Sul fronte politico e fiscale, il dibattito resta aperto. La Uil torna a contestare l'attuale assetto dell'imposta, sottolineando come il prelievo vari sensibilmente da città a città. Secondo il sindacato si passa dai 3.499 euro medi annui di Roma ai 1.514 euro di Salerno, meno della metà. Da qui la richiesta di una "riforma strutturale che rafforzi l'attuazione del principio di progressività, riduca la pressione sui redditi da lavoro e da pensione".

Ma il confronto riguarda anche possibili correttivi mirati. In Parlamento, ad esempio, Forza Italia ha presentato un emendamento al Piano Casa per introdurre l'Imu ridotta al 50% sugli immobili affittati a canone concordato agli under 35 e ai genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare. Una misura che avrebbe un costo stimato di circa 8 milioni di euro. Fratelli d'Italia, invece, propone l'esenzione dal pagamento dell'imposta per gli immobili degli ex Istituti autonomi per le case popolari anche quando risultino sfitti. Il percorso del Piano Casa, tuttavia, ha registrato uno stop da parte delle Regioni che hanno rinviato ogni decisione definitiva.

Nel frattempo restano in vigore le agevolazioni già previste dalla normativa. È confermata la riduzione del 50% della base imponibile per gli immobili concessi in comodato gratuito a figli o genitori, purché siano rispettate le condizioni previste dalla legge, a partire dalla registrazione del contratto. Stesso sconto del 50% per gli immobili di interesse storico o artistico e per quelli dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati.

Le abitazioni locate a canone concordato beneficiano invece di una riduzione del 25% dell'imposta, mentre è prevista una riduzione del 50% per un solo immobile posseduto dai pensionati residenti all'estero con pensione maturata in regime di convenzione internazionale.

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