Indagato il cognato di Renzi

Il manager Andrea Conticini, 35 anni, cognato di Matteo Renzi, è indagato dalla procura di Firenze per riciclaggio mentre i suoi fratelli sono accusati di appropriazione indebita

Indagato il cognato di Renzi

La magistratura ora indaga sul cognato del premier. Il manager Andrea Conticini, 35 anni, sposato con Matilde Renzi è indagato dalla procura di Firenze per riciclaggio. La Guardia di Finanza ha perquisito la sua casa di Rignano sull’Arno per alcune operazioni sospette che avrebbe compiuto con i soldi di alcune associazioni umanitarie. Insieme a lui sono indagati anche suo fratello gemello Luca e il fratello maggiore Alessandro per appropriazione indebita.

La magistratura, come rivela il Quotidiano.net, sta indagando su una triangolazione di denaro che sarebbe transitato da organizzazioni umanitarie come l’Unicef (Alessandro Conticini ne è stato il direttore, ad Addis Abeba, in Etiopia) o la Operation Usa verso la “Play Therapy Africa Limited” diretta dallo stesso Alessandro Conticini. Dalla “Play Therapy Africa Limited”, le somme sarebbero poi state stornate direttamente sui conti personali dello stesso Alessandro “in assenza – ipotizzano i magistrati – di idonea causale”.

A questo punto, tali cifre sarebbero state affidate da Alessandro e Luca al terzo fratello, Andrea, appunto. Il cognato di Matteo Renzi, per conto dei fratelli, con questo denaro avrebbe acquistato quote di una società. Si tratterebbe di un’operazione internazionale da svariate centinaia di migliaia di euro, che ha insospettito la Banca d’Italia, la quale ha segnalato il movimento sospetto alla procura. Anche il nucleo di polizia tributaria di Firenze hanno attenzionato gli uffici dei pubblici ministeri prima il 13 luglio dell’anno scorso, poi lo scorso 7 giugno e perciò i tre fratelli Conticini sono stati iscritti nel registro degli indagati. L’inchiesta della guardia di finanza culmina nelle perquisizioni dell’atra sera con le fiamme gialle che vanno nelle abitazioni della sorella del premier e dei fratelli di suo cognato a caccia di file o agende.

Gli avvocati ritengono infondata dato che il prelievo è stato operato da società di proprietà dei Conticini e potrebbero analizzare il diritto commerciale anglosassone, a cui la società finita nel mirino di magistrati – l’equivalente di una nostra s.r.l. – fa riferimento. L’operazione di Andrea Conticini finita sotto la lente d’ingrandimento dei pm Mione e Turco risalirebbe al 2011, cioè quando Matteo Renzi era il sindaco di Firenze, ma l’appropriazione indebita a carico degli altri Conticini, secondo la ricostruzione dei magistrati, sarebbe proseguita fino al gennaio del 2015.

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