Invalidità, costi record Al Sud 7 improduttivi mantenuti da 3 artigiani

Studio Confartigianato: c'è eccesso di welfare Assegni ai disabili cresciuti del 52% dal 2006

Invalidità, costi record Al Sud 7 improduttivi mantenuti da 3 artigiani

Pochi produttori, tanta «popolazione improduttiva». Troppe pensioni di invalidità civile in rapporto a chi lavora, magari facendo l'imprenditore, quindi creando quella ricchezza che serve a finanziare lo stato sociale e le prestazioni assistenziali. Pensioni di invalidità comprese. Uno studio di Confartigianato ha fatto il punto sul peso della società composta da segmenti di popolazione al di «fuori dei circuiti di creazione di valore». Il risultato è che l'Italia è spaccata in due.

Nel Mezzogiorno il peso degli occupati privati in rapporto alla popolazione improduttiva e al lavoro pubblico è del 32%. In sostanza, due terzi della popolazione vive sulla ricchezza prodotta dagli altri. Nel Centro Nord il rapporto si inverte e il rapporto è del 69%.

Non è solo un problema legato al tessuto produttivo del Sud. Il centro studi di Confartigianato, basandosi su dati Inps e Istat, evidenzia «un eccessivo peso dell'assistenzialismo, con disincentivi all'offerta di lavoro che inibiscono i processi di creazione di valore aggiunto». In sostanza è proprio un eccesso di welfare a scoraggiare gli italiani a lavorare.

L'indicatore utilizzato dalla confederazione, è il rapporto gli invalidità e gli artigiani. Nel Sud ci sono 1.158.200 assistiti. Quasi il doppio dei «produttori artigiani». Anche in questo caso il rapporto si riduce drasticamente nel Centro-Nord, con un rapporto di due a uno, a favore degli artigiani.

Lo studio di Confartigianato entra nel dettaglio e fa la classifica per regioni. Quella dove lo squilibrio tra artigiani e invalidi è più alto è la Campania, con un rapporto che è quasi uno a tre. La più bassa è Bolzano, dove il rapporto è invertito: per ogni pensionato ci sono quattro artigiani. La media italiana è uno a uno.

Le differenze tra Nord e Sud sono un indice di come le invalidità siano ancora un anomalia. Nonostante i giri di vite e i controlli, la spesa per le pensioni di invalidità negli ultimi dieci anni è aumentata del 51,6%. Nel Sud si spendono 2,5 miliardi in più, quasi il 60% in più rispetto a 10 anni fa. Ma la spesa è aumentata anche a Nord: 2,7 miliardi, pari al 46,5% in più. La crescita regionale più forte è stato il Lazio con un aumento dell'86,1%.

Oltre al Lazio c'è un'altra anomalia territoriale, cioè l'Umbria. Nella classifica dell'incidenza della spesa pensionistica per abitante, nei primi due posti c'è la Calabria con 386 euro per abitante, seguita da Sardegna con 369 euro e subito dopo il «Cuore verde» d'Italia con 347 euro.

Che sulle prestazioni sociali ci siano ancora grossi problemi lo ha segnalato recentemente anche l'Istat. In una audizione parlamentare i vertici dell'istituto guidato da Tito Boeri hanno sottolineato come ci siano troppo spesso situazioni in cui lo stesso beneficiario gode di più prestazioni. Sussidi doppi e multipli. Per gli artigiani e i lavoratori lo stipendio resta unico.

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