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Tutte le bugie ProPal su Hamas e Gaza. Il dissidente parla al Giornale: "Mi vogliono morto, mi ha salvato l'Italia"

Uno dei capi dell'opposizione anti miliziani a Gaza Moumen Al Natour: "Fuggito dalla Striscia, ora sono al sicuro in Italia"

Tutte le bugie ProPal su Hamas e Gaza. Il dissidente parla al Giornale: "Mi vogliono morto, mi ha salvato l'Italia"
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Moumen Al Natour è giunto in Italia a dicembre, lasciandosi alle spalle anni di persecuzioni e una terra, la Striscia di Gaza, dove dal 2019 guidava la dissidenza anti-Hamas. La sua fuga, resa possibile grazie all'avvocato Alessandra Casula, non è soltanto una storia di salvezza personale, ma testimonianza su chi oggi governa il destino dei palestinesi. "La mia libertà è il loro primo nemico", racconta Moumen, svelando il dramma di un popolo ostaggio da un fanatismo che non arretra davanti a nulla, nemmeno quando si tratta di sacrificare i propri figli.

Moumen, perché Hamas la vuole morto?

"Mi perseguitano dal 2019 e mi hanno arrestato 20 volte. Prima del 7 ottobre rapirono mio fratello per costringermi a consegnarmi. Quella volta riuscii miracolosamente a fuggire, ma nel 2025 hanno alzato il tiro: torture, minacce, tentativi di assassinarmi".

Lei parla di torture sistematiche. Cosa accade nelle prigioni di Hamas?

"La tecnica prevede privazione degli indumenti, colpi con bastoni, uso di acqua gelida e scosse elettriche. Sono pratiche di coercizione fisica molto simili a quelle usate dal regime di Assad in Siria. L'obiettivo è l'annichilimento fisico dell'oppositore".

Come arriva il cibo alla popolazione di Gaza?

"Non arriva. Hamas a oggi controlla il 90% degli aiuti che entrano nella Striscia. Inizialmente cooperava anche con i beduini di Abu Shabab: gli aiuti venivano intercettati subito dopo l'ingresso a Rafah e oltre tre quarti venivano consegnati alle famiglie dei miliziani. Il resto finisce sul mercato nero a prezzi esorbitanti. Una volta pagai 25kg di farina 2500 shekel, circa 730 euro".

Si dice che Hamas recluti tra le sue file anche molti giovani. Lei cosa dice?

"Hanno perso i veterani da tempo, dunque ora reclutano i sedicenni ricattandoli con un pezzo di pane o delle medicine. L'arma più importante che ha Hamas non sono i tunnel, né le armi, né i missili: sono i civili. I miei fratelli, i miei cugini, i miei parenti, il mio popolo. Una generazione stroncata dal fanatismo. Spero che l'Occidente lo capisca".

Come si può sottrarre ad Hamas lo scudo dei civili?

"Occorre istituire una zona sicura per separare nettamente i civili dai combattenti. L'obiettivo è un'area che copra il 70% del territorio, soggetta alla giurisdizione di un governo palestinese legittimo. Dobbiamo isolare Hamas e le milizie. È un passaggio fondamentale per il futuro di Gaza".

Dove si concentrano ad oggi le milizie?

"Oggi Hamas è presente ovunque. Utilizza le infrastrutture civili e non posso negarlo. Si nascondono negli ospedali Figuriamoci nei campi profughi e nelle altre aree dove la popolazione vive concentrata nel 30% del territorio".

Francesca Albanese, relatrice Onu, dice che i terroristi vanno "capiti".

"Io desidero una Gaza libera anche da Israele. Gaza dev'essere dei palestinesi. Ma desidero anche una pace con Israele entro i suoi attuali confini. Alla Albanese dico: io voglio essere libero, libero di oppormi agli israeliani quanto di oppormi ad Hamas. Lei, che si occupa di diritti umani, si è mai chiesta quale sia la sorte di un dissidente a Gaza? Non ho mai visto un rapporto Onu che affrontasse seriamente la questione. La mia vita, quella di chi si oppone a Hamas tanto quanto agli israeliani, non ha valore? Spero che la mia voce la raggiunga".

Lei ha ottenuto asilo politico in Italia. Cosa pensa del nostro Paese?

"Sono eternamente grato e spero che l'Italia possa avere un ruolo centrale nel processo di pacificazione. Giorgia Meloni mi piace molto: è una persona coraggiosa, di grande livello umano, una leader forte. Ha rafforzato indubbiamente il ruolo dell'Italia nel mondo e vorrei incontrarla per discutere di piani concreti per proteggere i civili a Gaza. Può svolgere un ruolo strategico fondamentale".

Cosa spera per il futuro?

"Io non voglio trascorrere il resto della mia vita in Europa. Io voglio vivere a Gaza, voglio vivere nella mia Patria".

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