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Islamico filo-dem con i kalashnikov sui social. "Votiamo Martella come sindaco di Venezia"

Un sostenitore musulmano del candidato di centrosinistra posta foto di fucili d'assalto. E Fdi: "Vogliamo chiarimenti"

Islamico filo-dem con i kalashnikov sui social. "Votiamo Martella come sindaco di Venezia"
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La sinistra lagunare può contare anche sui fan dei fucili d'assalto. Succede a Venezia, città che si appresta a votare per il rinnovo del Consiglio comunale. La comunità bengalese - quella da cui il Partito democratico vuole attingere elettoralmente - è ampia. E non si può generalizzare. Ma tra i sostenitori del candidato sindaco dem Andrea Martella, che è anche senatore, ne è spuntato uno che ha attirato le attenzioni di chi teme la proliferazione dell'islam armato. MD (un diminutivo che di solito sta per Mohamed) Faisal Sheikh si è fatto notare sui social per due motivi: il sostegno attivo al candidato sindaco del centrosinistra ("Votiamo Pd Martella", ha commentato sotto un post) e almeno due immagini di copertina belle piene di kalashnikov, Ar-15, M-16 e così via (foto).

Certo, a Martella non può essere attribuita alcuna responsabilità per questa tipologia di sostenitore. Ma Fratelli d'Italia, dopo il caso dei sette candidati bengalesi tra Consiglio comunale e municipalità veneziane, intravede una pericolosa affinità tra l'islam politico e la coalizione che contende a Simone Venturini e al centrodestra lo scranno di primo cittadino. "È tutto pubblico. Questa persona ha dichiarato di votare Martella a Venezia ma ha pubblicato foto di kalashnikov e video di liturgie in arabo. Credo sia pericoloso che il candidato sindaco del Pd abbia abbracciato un'intera comunità per fini elettorali e propagandistici. E che non si accorga come, al suo interno, questa comunità presenti tante sfaccettature delicate. Con potenzialmente persone che - come nel caso dell'utente che posta fucili - forse inneggiano alla guerra santa", dice al Giornale Fabio Raschillà, coordinatore cittadino del partito guidato da Giorgia Meloni. La comunità bengalese, tra Mestre e Venezia, può contare su almeno 25mila persone. Di queste, circa 5mila potrebbero recarsi alle urne tra qualche settimana. Per questo - denuncia il centrodestra - il Pd ha deciso di candidare sette esponenti provenienti da quella comunità. Il programma politico, peraltro, è noto: la grande Moschea di Mestre, l'occupazione dei "parchi non occupati dagli italiani", il cimitero islamico e il campo da cricket. Rivendicazioni identitarie che non hanno a che fare con l'integrazione ma che - semmai - puntano a esportare religione e cultura nazionale del Bangladesh. "Ritengo che il senatore Martella debba rispondere urgentemente", insiste Raschillà, che non è intenzionato a lasciar passare il caso delle immagini postate da Md Faisal Sheikh. L'affaire Venezia rischia d'ingrandirsi. Tra la città lagunare e Mestre esiste già una decina di luoghi di culto islamici ma il sogno della comunità bengalese è realizzare la più grande moschea d'Europa. Il progetto, di cui esistono anche i rendering, prevede una capienza di circa 1500 persone, con tanto di semicupola interna.

All'interno dei duemila metri quadri, potrebbero sorgere anche un auditorium, una biblioteca, un doposcuola e così via. Il centrodestra di Venturini è contrario. La sinistra di Martella è favorevole. E i bengalesi la vogliono.

FraBo

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