Domani la Camera dei Deputati accoglierà, nuovamente, esponenti del mondo musulmano. L'iniziativa non poteva che essere promossa dai 5 Stelle, oramai leader indiscussi nelle conferenze islamiste. Il tema dell'evento sarà l'islamofobia: "Questa conferenza nasce per denunciare la discriminazione che la comunità musulmana subisce, anche da parte di chi dovrebbe tutelare i diritti di tutti, e per rompere il silenzio di chi, davanti all'islamofobia, continua a non fare nulla", scrive la Cir (Comunità islamica romana nata nel gennaio 2026) a corredo della locandina (in foto) dal titolo "islamofobia e odio pubblico. Rompiamo il silenzio".
Evento in cui saranno presenti ben tre esponenti del partito di Giuseppe Conte: Stefania Ascari, l'organizzatrice, e i colleghi Antonino Iaria e Antonio Ferrara. Ma la Comunità, che nel video di lancio dell'attività ha spiegato di rappresentare oltre 20 realtà romane, ha contatti anche con la moschea di Via dei Frassini nel quartiere Centocelle della Capitale (ovvero Al Huda) all'interno della quale ha un ruolo Abu Omar "l'incaricato dell'Associazione" per la gestione dei matrimoni, come si legge sul loro sito. Una pratica per cui richiedono "il pagamento di 150 euro al momento della stipula del contratto, da versare all'associazione (la moschea)". Ma Abu Omar è al contempo indagato dalla Procura di Genova nella maxi inchiesta sui finanziamenti ad Hamas al cui vertice ci sarebbe Mohammad Hannoun, in carcere dal 27 dicembre con altri tre suoi sodali: Riyad Albustanji e i due referenti dell'associazione Abspp (quella attraverso cui sarebbero stati raccolti i soli da destinare ad Hamas), ovvero Raed Dawoud e Yaser Elasaly. Ed è proprio qui che entra in gioco Abu Omar, che si occupava del centro Italia proprio per la Abspp. Ma la Cir è vicina anche a i Gmi (Giovani musulmani italiani), indicati da un recente report israeliano come la succursale giovanile dell'Ucoii e appartenente alla Fratellanza musulmana. Motivo per cui Il Giornale ha chiesto chiarimenti alla comunità stessa e a rispondere è stato il presidente Ahmed Vall: "Se una persona è indagata, questo non equivale a una condanna. In uno Stato di diritto vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Per questo, un evento svolto in una moschea o in uno spazio frequentato anche da persone oggetto di indagine non comporta automaticamente alcuna responsabilità politica o morale da parte nostra, né richiede una dissociazione preventiva da fatti non accertati", dice relativamente alla vicinanza ad Abu Omar.
Mentre sui Fratelli Musulmani, che hanno il chiaro intento di colonizzare l'Occidente, ci tiene a precisare che "in Italia e nell'Unione Europea non risultano oggi qualificati nel loro complesso come organizzazione terroristica o illegale", ribadendo di avere una "linea chiara, condanniamo ogni forma di violenza". Ma, nel momento in cui viene chiesto loro di discostarsi dall'associazione per cui Hamas è uguale alla resistenza, è calato il silenzio.