Ius Soli, Zingaretti sconfessato dal suo stesso partito

Il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Nicola Zingaretti sullo Ius Soli: "In questo momento le priorità sono altre"

Ius Soli, Zingaretti sconfessato dal suo stesso partito

Anche dal Pd non hanno gradito il riferimento che domenica, in occasione della chiusura della tre giorni dem a Bologna, il segretario Zingaretti ha lanciato verso lo Ius Soli.

Il numero uno del Partito Democratico in particolare, dal capoluogo bolognese ha rilanciato la proposta relativa all'approvazione dello Ius Soli, la riforma cioè che dovrebbe dare la cittadinanza italiana a chi nasce nel nostro territorio anche da genitori stranieri.

Una norma che il Pd ha sempre sposato, ma che al tempo stesso ha contribuito a mantenere nei cassetti. Nella primavera del 2018 infatti, quando il governo Gentiloni era agli sgoccioli e si avvicinavano le elezioni del 4 marzo, i dem hanno fiutato l’impopolarità della proposta ed hanno fatto scadere la legislatura senza arrivare all’approvazione.

Adesso, a meno di tre mesi dal ritorno al governo, il Pd per bocca del suo segretario vorrebbe rilanciare la questione. Ma la tempistica dell’annuncio non è stata gradita da tutti. Questo perché, dopo i risultati delle europee e la batosta subita in Umbria, tra i democratici si teme che un rilancio in questi giorni dello Ius Soli sia un autentico suicidio politico.

A fiutare l’aria è uno dei diretti interessati delle ultime vicende politiche democratiche, ossia il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. La sua regione andrà al voto il prossimo 26 gennaio, il test politico sarà fondamentale in quanto i sondaggi non danno certezza sulla tenuta della storica roccaforte rossa.

Bonaccini correrà per la riconferma ed è per questo che teme come l’annuncio di Zingaretti dato ieri da Bologna possa disorientare l’elettorato. Intervistato su Radio24 nelle scorse ore, Bonaccini si è mostrato perplesso circa la scelta del suo segretario di rispolverare lo Ius Soli. Anzi, a voler leggere tra le righe delle sue dichiarazioni, ha proprio preso le distanze da Zingaretti.

“Ius soli? Le due priorità in questo momento sono: un grande piano di prevenzione contro il dissesto idrogeologico e cambiare la plastic tax. Secondo me servivano toni per mettere al centro altre questioni oltre allo ius soli”. Sono queste le parole di Bonaccini, apparse decisamente non in linea con quelle di Zingaretti.

“Quando si affermano diritti non c’è mai un momento giusto o non giusto – ha poi proseguito il presidente della regione Emilia – Ma proprio perché ieri eravamo a Bologna forse non si è calibrato bene il tono sugli argomenti”. Come dire che, in un modo o nell’altro, occorreva scegliere tempistiche diverse. Bonaccini, da lungo tempo in politica e ben addentro agli umori dell'elettorato dei territori da lui governati, ha intuito la volontà della gente di sentir parlare d’altro. Dal lavoro alla sicurezza, dai piani volti a prevenire altri disastri ambientali fino alla diminuzione delle tasse, sono questi gli argomenti su cui si giocherà la prossima campagna elettorale, anche in Emilia.

Lo Ius Soli, nonostante mirate campagne di promozione in atto da anni, è ancora impopolare. L’elettorato non solo non lo giudica prioritario, al tempo stesso lo ritiene anche inopportuno visto che l’Italia con la legge attuale è già il paese europeo che ogni anno concede il maggior numero di cittadinanze. E che dunque non vi è, sotto questo aspetto, alcuna emergenza.

Quella di Bonaccini è una clamorosa sconfessione della linea tracciata ieri dal suo stesso segretario. Le parole di Zingaretti ieri hanno mandato in fibrillazione anche la stessa maggioranza. Di Maio, per il M5S, si è detto “sconcertato”: “Col maltempo che flagella l’Italia, il futuro di 11 mila lavoratori a Taranto in discussione, qui si parla di ius soli”, ha commentato il capo politico dei grillini.

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