Politica

Jihadisti tra i migranti: anche la Ue se ne accorge e invia gli 007 nei campi

Agenti negli hotspot di Italia e Grecia: si temono nuovi arrivi da Siria e Irak. Venezia, preso uno sloveno foreign fighter: «Arruolava combattenti»

Francesco De Palo

Finalmente l'Unione Europea si accorge del fil rouge esistente fra migrazione senza controllo e infiltrazioni terroristiche. E decide di mandare super agenti segreti negli hotspot di Italia e Grecia. Lo rivela il colonnello Manuel Navarrete, dallo scorso gennaio a capo del neonato Centro europeo contro il terrorismo (Ectc). Dalle colonne de El Pais il militare spiega che «nella gestione delle frontiere c'è sempre una componente di sicurezza», ora a maggior ragione dopo la «decisione dello Stato islamico di mandare terroristi dalla Siria e dall'Iraq per agire in Europa». Per cui in questa fase diventa strategico il raccordo con Frontex.

Ed ecco che l'Europol, seguendo l'appello della Commissione europea e dei Paesi membri, sta inviando alcuni specialisti del terrorismo negli hotspot in Italia e Grecia, «per aiutare le autorità italiane e greche a identificare potenziali terroristi, persone che, avendo l'opportunità di usare il flusso di migliaia di rifugiati che arrivano in Europa, possano infiltrarsi tra di loro ed entrare».

Una mossa che sancisce, per la prima volta da parte dei vertici comunitari, la piena consapevolezza dellìintreccio tra jihadisti e flussi migratori, come dimostra tra le altre cose il viaggio indisturbato di Salah Abdeslam compiuto dal Belgio alla Grecia passando per l'Italia, con Atene in bell'evidenza dal momento che è nota sede di una cellula terroristica dedita alla contraffazione di passaporti e documenti.

Lo stesso porto di Bari nell'ultimo biennio è stato uno snodo sensibile per i transiti di potenziali terroristi, come si legge nella relazione della Procura Nazionale Antimafia relativa al periodo luglio 2013-giugno 2014, ovvero uno scalo utilizzato come «comodo ingresso nei Paesi europei anche per terroristi islamici». E a solo un'ora di auto dall'hotspot di Taranto, operativo da poche settimane e già sovraffollato. Identica, se non peggiore, la situazione in Grecia dove l'hotspot delle Termopili con 300 siriani è presidiato da una sola pattuglia di polizia, che permette agli ospiti anche di allontanarsi senza controllo durate la giornata salvo poi fare un appello serale, che non può essere sufficiente ad evitare fughe di massa.

Il personale che l'Ue invierà in Italia e Grecia sarà composto da guest officers ufficiali dei diversi Paesi membri, «addestrati da Europol» e che dovrebbero «essere pronti per l'estate».

Un panorama a cui fa da sfondo la cronaca delle ultime ore con un'altra operazione contro la minaccia del terrorismo internazionale portata a termine con successo dai carabinieri del Ros.

In partnership con la polizia slovena, hanno arrestato un 26enne sloveno, sospettato di essere un foreign fighter attivo nel settore dell'arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Avrebbe anche messo in piedi un sistema di radicalizzazione e di reclutamento di aspiranti jihadisti sul territorio nazionale italiano.

Commenti