Kim torna in Cina per battere cassa con Xi

Il leader nordcoreano chiede a Pechino sostegno economico per resistere alle sanzioni

Kim torna in Cina per battere cassa con Xi

Archiviati definitivamente i tempi in cui se ne stava per anni rintanato nel suo «regno eremita», il leader nordcoreano è ormai diventato - costretto dagli eventi - un viaggiatore. Per la seconda volta nel giro di due mesi Kim Jong-un ha lasciato Pyongyang per raggiungere il presidente cinese Xi Jinping: tema obbligato, il suo imminente incontro con Donald Trump per discutere della denuclearizzazione in Corea.

L'incontro, di cui è stata data notizia solo a cose fatte, è avvenuto tra lunedì e ieri nella città cinese di Dalian, che sorge convenientemente a mezza via tra le capitali dei due Paesi. Una località turistica elegante sulle rive del Mar Giallo, dove Xi e il suo ospite si sono intrattenuti passeggiando in spiaggia e conversando in giardino.

Xi Jinping ha proposto Dalian come sede dell'incontro perché doveva comunque recarsi in quella provincia per assistere alle prove di navigazione della prima portaerei cinese: un evento cui il numero uno di Pechino, impegnato nella costruzione della potenza militare del suo Paese e in particolare di una Marina all'altezza delle sfide che sta lanciando ai suoi vicini e agli Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale, tiene molto. E risulta che Kim abbia per l'occasione rotto un tabù scegliendo l'aereo e non il treno per recarsi in Cina: del resto dovrà abituarsi, visto che l'incontro con Trump dovrebbe avvenire a Singapore.

Fonti di Pyongyang sottolineano che il «Giovane generale» ha assicurato a Xi che la scelta della denuclearizzazione «è una posizione chiara e coerente» oltre che «un obiettivo raggiungibile», perché «nel momento in cui le parti interessate eliminano politiche ostili e minacce alla sicurezza della Corea del Nord, la Corea del Nord non ha bisogno di armi nucleari».

Ma con il suo alleato pechinese Kim non si è limitato a fare il punto su ciò che si dirà con Trump: nella lista dei temi figurava certamente una richiesta di sostegno economico a Pechino, dal momento che le sanzioni internazionali imposte alla Corea del Nord per il suo programma atomico e missilistico stanno mettendo l'economia del suo Paese in seria difficoltà.

Xi Jinping ha poi telefonato a Donald Trump, chiedendogli di «considerare le legittime esigenze nordcoreane alla sicurezza nazionale».

RFab

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