L'"effetto Pamela" a Macerata: la Lega passa dallo 0,6% al 20%

L'"effetto Pamela" a Macerata: la Lega passa dallo 0,6% al 20%

L'omicidio di Pamela Mastropietro, la «vendetta» di Luca Traini e poi il corteo antifascista con disordini annessi. Dopo le vicende che l'hanno catapultata alla ribalta nazionale nelle settimane scorse, Macerata ha scelto il centrodestra. E ha scelto la Lega che vede crescere in maniera esponenziale i sui consensi nella città marchigiana: nel 2013 il Carroccio prese lo 0,6, stavolta invece vola sopra al 20 per cento. Nello specifico la Lega prende il 20,9 alla Camera e il 21,3 al Senato. Passa da 153 voti nel 2013 a 4575 voti nel comune marchigiano. Un risultato che porta la coalizione di centrodestra a sbaragliare i grillini nell'uninominale. M5S che pure ha ottenuto percentuali di tutto rispetto: appena sotto il 30 al Senato e il 32 per cento alla Camera. Il Pd va un po' meglio della media nazionale, sopra al 20 in entrambe le Camere, ma arriva terzo nei collegi uninominali. Insomma, le dure dichiarazioni del leader della Lega, che dopo l'omicidio della diciottenne romana aveva accusato la sinistra di avere «le mani sporche di sangue», sembrano aver fatto presa sugli elettori più degli appelli alla calma del Pd e delle accuse della Boldrini e di Leu di essere il mandante della sparatoria contro i nigeriani ad opera di Traini.

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