Lapo Elkann ancora nei guai: notte brava e finto sequestro

Il rampollo di casa Fiat chiede denaro ai parenti dopo due giorni di droga con un trans. Arrestato e rilasciato

L apo Elkann è finito di nuovo nei guai. Il rampollo di casa Fiat è stato arrestato e poi rilasciato dalla polizia di New York per aver simulato un sequestro allo scopo di ottenere dalla famiglia 10 mila dollari, dopo aver speso tutto il contante che aveva in tasca insieme ad un transgender, con cui avrebbe trascorso due giorni di eccessi tra alcol e droga. L'accusa è di falsa denuncia, il 25 gennaio ci sarà l'udienza.

Il nipote dell'avvocato Gianni Agnelli, sarebbe sbarcato a New York giovedì per la festa del Ringraziamento, contattando una escort transgender di 29 anni con cui avrebbe passato circa 48 ore in un appartamento di un complesso di case popolari di Manhattan consumando alcol, marijuana e cocaina. Una volta finiti i contanti che Lapo aveva con sé, l'escort avrebbe pagato per comprare altra droga, dietro promessa che il denaro le sarebbe stato restituito. Quindi, secondo i media Usa, Lapo avrebbe escogitato il piano del falso sequestro, raccontando ai familiari di essere trattenuto contro la sua volontà da una donna che gli avrebbe fatto del male se non gli avessero mandato 10 mila dollari «a garanzia della sua sicurezza». Un rappresentante della famiglia si sarebbe a quel punto rivolto alla polizia, recandosi al commissariato del 13th Precinct, che avrebbe organizzato la finta consegna del denaro bloccando la coppia all'esterno dell'edificio. Inizialmente pare che la escort sia stata fermata con l'accusa di estorsione, poi rivelatasi inesistente. L'imprenditore 39enne, invece, dopo l'arresto sarebbe stato interrogato e poi rilasciato con un ordine di comparizione davanti al giudice, mentre per la sua accompagnatrice il caso è stato chiuso.

Il luogo dove il rampollo di casa Fiat avrebbe passato due giorni, è un complesso di «housing project», case popolari, di Manhattan: secondo fonti della polizia Lapo si trovava al Strauss Houses, in un anonimo palazzo in mattoni sulla 28esima Strada, poco prima della First Avenue, nel quartiere di Kips Bay. L'area è nota alle forze dell'ordine perché frequentata da spacciatori di droga, senzatetto e criminali, tanto che alcuni anni fa un gruppo di residenti ha chiesto alle autorità di intervenire per migliorare la sicurezza dell'edificio al numero 344, dove vivono poco meno di 500 persone, denunciando un continuo smercio di sostanze stupefacenti dentro e fuori dal grattacielo. Molti di loro sono afroamericani e ispanici, non hanno nessuna voglia di parlare e dicono di non sapere nulla della vicenda. Un ragazzo sui trent'anni, che chiede di rimanere anonimo, tuttavia, spiega come «la situazione nel palazzo non sia affatto migliorata» nell'ultimo periodo. «Il problema della droga c'è ancora», dice, ribadendo che «la zona non è sicura». Un funzionario della polizia ha invece rivelato al New York Post che il transgender di 29 anni con cui si sarebbe trovato Elkann si chiama Curtis McKinstry, lo stesso cognome (ma con un nome diverso) che compare su un campanello al terzo piano. Sulla porta c'è un adesivo con scritto «qui siamo cattolici» in spagnolo: nessuno apre, ma un cane continua ad abbaiare forsennatamente dall'interno dell'appartamento.

Fonti vicine a Lapo, interpellate dall'Ansa, dichiarano «di non avere nulla da commentare o da aggiungere alla notizia circolata», ma inevitabile è il riflesso in Borsa di Italia Independent, la società fondata da Elkann, che dopo la diffusione della notizia ha chiuso perdendo il 3,46%, a 2,89 euro. Lo scorso mercoledì, invece, in un video su Instagram, l'imprenditore aveva annunciato la sua partenza «per affari e progetti creativi in giro per il mondo», negli Stati Uniti e in Asia. Per il nipote di Gianni Agnelli non si tratta del primo scandalo: nel 2005 finì in coma farmacologico per un'overdose da sostanze stupefacenti, dopo una notte in compagnia di un transessuale in un appartamento a Torino.

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