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"Al lavoro per il programma, niente veti". La Meloni riunisce i big di FdI

Lo stato maggiore di Fratelli d'Italia si riunisce. Lollobrigida: "Ci dedichiamo a risolvere le emergenze degli italiani". La Russa: "Non si è parlato di nomi e veti"

"Al lavoro per il programma, niente veti". La Meloni riunisce i big di FdI

Al lavoro per risolvere le urgenze del Paese; nessun veto nei confronti di Matteo Salvini né di altri. È la linea che emerge al termine dell'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia, che si è riunito per circa due ore e mezza per analizzare gli scenari politici alla luce del risultato maturato in occasione delle elezioni di domenica 25 settembre. Sono state trattate anche tutte le tematiche che il prossimo governo sarà chiamato ad affrontare. A Giorgia Meloni è stato dato pieno mandato nel confronto con gli alleati di centrodestra per la formazione del governo.

Il vertice di FdI

Un incontro lungo, durato circa due ore e mezza, che il capogruppo Francesco Lollobrigida ha così sintetizzato: "È importante organizzarsi per rispondere a quello che è il nostro primo impegno, cioè dare agli italiani la realizzazione di un programma che abbiamo scritto, risolvere i problemi contingenti, lavorare sulla strategia". Ignazio La Russa ha fatto sapere che "non si è parlato di nomi, non si è parlato di veti o di formazioni". "Tutti abbiamo dato alla Meloni la nostra piena assicurazione di fidarci del suo giudizio in questa fase", ha aggiunto.

I presenti danno conto di un discorso "motivazionale" portato avanti dalla presidente di FdI, che ha posto l'accento sull'importanza della responsabilità e del miglior governo possibile. Sul tema della guerra tra Ucraina e Russia è stata ribadita la volontà di promuovere una linea internazionale ben salda nella cornice atlantista.

La Meloni ha chiesto di mantenere i nervi saldi, visto che il momento più delicato arriva ora. E, riporta l'Agi, ha rimarcato il "peso enorme" che lei e il suo partito hanno sulle spalle. C'è piena consapevolezza che le prossime settimane e i prossimi mesi saranno molto difficili, con sfide delicate che il nuovo governo dovrà fronteggiare.

Non è stata oggetto di dibattito la lista di ministeri indicata dalla Lega. Oltre alla Meloni era presente anche lo stato maggiore, la platea di fedelissimi dell'aspirante presidente del Consiglio: tra gli altri Giovanni Donzelli, Francesco Lollobrigida, Andrea Delmastro, Luca Ciriani, Marcello Gemmato, Fabio Rampelli, Raffaele Fitto, Ignazio La Russa, Carolina Varchi, Edmondo Cirielli, Isabella Rauti e Tommaso Foti.

Il nuovo governo

Ovviamente ci si interroga su quello che sarà il prossimo governo, fermo restando che per formare una squadra occorre prima un incarico dal presidente della Repubblica. Si resta in attesa di tutto l'iter istituzionale, ma le discussioni sono comunque già avviate. In linea generale Forza Italia e Lega preferirebbero evitare un'eccessiva presenza di tecnici nello scacchiere di ministri.

In tal senso Lollobrigida ha rassicurato gli alleati: "Un governo eletto dal popolo che ha una salda maggioranza è già un governo politico. Dopodiché ci saranno ministri politici e, se la situazione lo richiederà, ci sarà anche la possibilità di utilizzare competenze di altro profilo". Per il senatore Ciriani l'importante è che l'esecutivo sia di "alto profilo" e che sia composto da "persone all'altezza delle sfide che ci aspettano".

Il nodo Salvini

Diversi quotidiani continuano a parlare del nodo Matteo Salvini, su cui però Fratelli d'Italia ha già smentito tutte le ricostruzioni su presunte spaccature. Da FdI viene infatti ribadito ancora una volta che non c'è alcun veto nei confronti del leader della Lega, che non ha fatto mistero di voler tornare a indossare i panni di ministro dell'Interno. Nel consiglio federale del Carroccio è emerso l'orientamento di puntare a ministeri ben precisi, soprattutto al Viminale e alle Riforme per l'Autonomia.

"A me non risulta ci siano veti di alcun tipo. Partire dai veti è sbagliato. Bisogna partire dalle competenze, dalle qualità delle persone", ha dichiarato Lollobrigida. Sulla medesima linea si trova Fabio Rampelli, secondo cui sono false le voci relative a chissà quali pregiudizi del partito verso alcuni esponenti del centrodestra: "Nessuna polemica. Le create più voi (i giornalisti, ndr), con la pur legittima attenzione mediatica. Ci sarà un capo del governo che prenderà le sue decisioni". La pensa allo stesso modo Gemmato: "Tutto può essere, nessuno può escludere niente. Non ci sono veti".

Tra alleati e caro-bollette

In questi primi giorni da vincitrice delle elezioni, Giorgia Meloni ha deciso di adottare la linea della prudenza e della istituzionalità. Uscite pubbliche ridotte, toni moderati e testa ai prossimi passaggi politici: l'aspirante premier tiene vivi e costanti i contatti con gli alleati del centrodestra sulle priorità assolute del Paese. Al centro soprattutto l'emergenza energetica e il caro-bollette. Non a caso nel pomeriggio di ieri ha incontrato Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, per affrontare il dossier energetico e fare il punto della situazione a livello europeo.

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