Giorgetti adesso spiega ​perché gli piace Draghi

Alla Prealpina, il vice segretario della Lega Giancarlo Giorgetti ha spiegato di non rinnegare l'approccio sovranista del suo partito ma avverte contro i rischi del cedere all'assistenzialismo

Giorgetti adesso spiega ​perché gli piace Draghi

"Come sempre, non c'è alcun disaccordo". Sono queste le parole usate da Giancarlo Giorgetti per smentire le ricostruzioni di stampa su tensioni con Matteo Salvini. In un'intervista alla Prealpina il vice segretario leghista ha spiegato di aver sempre lavorato per unire le anime della partito perché "non sono per natura una persona che crea divisioni. La mia storia è lì a raccontarlo"

Giorgetti, inoltre, ammette che con Salvini ci sono spesso confronti, anche a viso aperto, ma poi si trova sempre la sintesi. "Del resto- ha aggiunto- ognuno ha le proprie idee, viene da esperienze differenti e questa è una ricchezza. Non è così difficile da capire, le nostre posizioni sono complementari".

Posizioni diverse anche per quanto riguardo l’uso dei social. Giorgetti ammette di non avere Twitter e Facebook, "non guardo mai i social e nemmeno leggo quello che scrivono di me sul web. Si tratta di una scelta. Salvini invece comunica moltissimo anche attraverso i social. Ecco: lui parla anche a quel mondo lì. Io solo a un altro, che condividiamo, e che forse oggi è minoritario ma esiste e, comunque, conta più di quanto si creda normalmente".

Sull’ipotesi di un governo di larghe intese guidato da Mario Draghi, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio in modo fermo ha ricordato che "il mio partito si chiama 'Lega Salvini premier' e quindi è chiaro che l'obiettivo è scritto nel nome del movimento che ho contribuito a far nascere e del qual sono vice segretario". "Detto questo - ha continuato -, il nome di Draghi non l'ho tirato fuori adesso: l'ho fatto già alla fine dello scorso anno. Ma non è che io abbia un'ossessione sul nome di Draghi”. Ma Giorgetti ammette di apprezzare Draghi. E per sottolineare questa sua posizione personale cita un evento con protagonista lo stesso Draghi: "Chi vuol capire vada a rivedere l'intervento di Draghi in Cattolica dell'11 ottobre 2019. Il titolo era 'Conoscenza, coraggio e umiltà". Chi vuole governare questo Paese deva aver queste virtù".

Il vice segretario leghista non rinnega l'approccio sovranista del suo partito ma avverte contro i rischi del cedere all'assistenzialismo. "Il sovranismo è connesso al principio di democrazia, nel senso che il potere sovrano appartiene al popolo". "Ora- ha spiegato- occorre declinare l'interesse nazionale in un nuovo scenario”. Giorgetti ha affermato anche che è necessario difendere con orgoglio "le nostre ragioni in Europa e nel mondo intero, senza alcun complesso di inferiorità. Non siamo accattoni. Tutti parlano di quanti soldi farci dare dall'Europa e invece dobbiamo concentrarci sul cosa farci, dal governo di idee ne ascolto tante ma molto confuse. Dobbiamo avere cura innanzitutto delle nostre capacità del fare, del nostro genio imprenditoriale. Non ci serve iniettare la droga dell'assistenzialismo ma pensare a come mettere a frutto i soldi che arrivano".

Per l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ammette che di solito non dà giudizi sulla società italiana ma questa volta ha deciso di fare una eccezione descrivendo quanto è accaduto nel nostro Paese in questo tempo di emergenza coronavirus. Per Giorgetti sono scesi in campo il meglio e il peggio della società italiana:"Il meglio sono i medici e il personale infermieristico, quelli che si sono battuti in prima linea. La politica invece non ha fatto una bella figura. Da un lato i vari livelli di governo hanno fatto a gara a invadere i campi di competenza uno dell'altro, spesso con un'ansia compulsiva di protagonismo. Dall'altro il gioco dello scaricabarile per quel che riguarda le colpe è stato deleterio".

Il vice segretario leghista poi ha difeso l'operato del governatore lombardo Attilio Fontana in questa delicata fase:"Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Vedo un bel festival di personaggi che si scagliano quotidianamente, anche con un astio davvero fuori luogo, contro il presidente Fontana. E anche molti media ci hanno messo del loro per aizzare questa guerra di tutti contro tutti. Una cosa sbagliata, inutile e grave in una situazione straordinariamente grave per la quale nessuno, dico nessuno, al mondo era preparato".