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La Lega sale al 7%, staccato Vannacci

Il summit in Romagna dei giovani del partito: "Fuori dalla coalizione, è un traditore"

La Lega sale al 7%, staccato Vannacci

"Pronti a prenderci il futuro" è lo slogan dei giovani leghisti. Ci credono, eccome se ci credono. A Milano Marittima Luca Toccalini (segretario nazionale dei giovani della Lega) li ha riuniti quasi tutti. Da nord a sud. Qui, nell'hotel a cinque stelle, immerso nella pineta di Cervia, non esistono due Leghe, ma una sola. "Siamo uniti, non vede?" ci dice Annalisa, giovane studentessa di giurisprudenza. I giovani sono determinati nel non volere Roberto Vannacci in coalizione. Tommaso ci dice che "Vannacci è il male del centrodestra!". È giovane, ma con le idee chiare: "non dobbiamo farlo entrare in coalizione, ci ha traditi! Questa per noi è una famiglia, stare insieme è bello nonostante le difficoltà". In molti vedono con preoccupazione gli ultimi sondaggi che danno il partito del generale Futuro Nazionale al 6%. "Ognuno deve fare la propria parte, noi siamo qui per ripartire dai contenuti" dice Alessandro, confortato dai dati pubblicati da Human Index che danno la Lega al 7%. Fn, invece, fermo al 5,6. Il sondaggio, realizzato da Spin Factor, fa convergere le rilevazioni demoscopiche con il sentiment social sulle varie piattaforme. Uno stacco a Futuro Nazionale, ma loro ribadiscono. "L'unico futuro che ci interessa è quello della Lega!". L'obiettivo è fare di più, e l'evento dei giovani è una dimostrazione. Sul palco temi importanti come la comunicazione, l'imprenditoria giovanile e la testimonianza di Alberto Stefani, il più giovane Presidente di regione d'Italia. A trentatré anni guida il Veneto, la locomotiva del Paese. "Appartengo a questo movimento politico da quando avevo 15 anni, non potevo che essere qui, soprattutto oggi, in un momento in cui scegliamo di affrontare sfide nuove" ci dice Alberto Stefani, al quale chiediamo un commento sulle ultime discussioni interne al partito. Siete tutti compatti attorno a Salvini? "Direi di sì. I ragazzi che vogliono bene a questo movimento antepongono alle beghe interne le necessità del territorio, del partito e, soprattutto, la volontà di guardare al futuro. "Luca Toccalini quest'anno ha voluto organizzare un evento diverso, per far accrescere il senso di comunità. Dare un segnale al partito, in particolare a chi agita gli animi. Cene, pranzi. Musica. "Ancora una volta abbiamo dimostrato che coinvolgere i giovani non è impossibile come vogliono far credere, basta usare il loro linguaggio e trattare i temi a cui realmente sono interessati" ci dice Toccalini. Ettore, dal Veneto, minimizza le discussioni interne al partito. "La Lega ha dei valori, è matura e dialoga. C'è sempre stato un confronto continuo, non a caso la Lega è il partito più vecchio dell'arco parlamentare". Sì, però proprio dal Veneto arrivano le critiche più forti verso Salvini e la sua leadership "Zaia non agita il partito, c'è solo una discussione". Gemma, dalla Toscana, è convinta: "dobbiamo essere coesi". Alessandra, invece, è più schietta: "Nessuno è in grado di gestire la Lega a livello nazionale, né Luca Zaia né Massimiliano Fedriga. Bravi governatori, per carità, ma loro sono in grado di gestire il potere territoriale, non quello centrale. E poi diciamocela tutta, nessuno ha la voglia e la forza di fare quello che fa il nostro capitano".

E pure il governatore del Veneto parla ai ragazzi: "Il sociale è un nostro tema. Attenzione ai giovani, al tema casa, agli anziani, a chi guarderà la società del domani tenendo conto dei trend demografici". Spazio anche ai meno giovani, come il ministro Giuseppe Valditara che ha annunciato ai ragazzi le sue prossime mosse in tema di scuola. Il Capitano per ora se ne sta defilato.

Matteo Salvini si gode l'accoglienza dei giovani e, per il momento, non parla con la stampa. Sorride e chiacchiera molto con i giovani. Il suo momento è per oggi a mezzogiorno. Il messaggio interno ed esterno? Essere compatti. Uniti. Solo così - ne sono convinti - potranno riconquistare l'elettorato".

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