Il governo è già al lavoro per centrare l'obiettivo di tagliare le tasse al ceto medio. Un obiettivo che era stato anticipato dalla premier Giorgia Meloni nei giorni scorsi e che ha buone possibilità di essere centrato. Ieri il vice ministro dell'Economia, Maurizio Leo, ospite di Bruno Vespa al Forum in Masseria, ha detto parole chiare sull'argomento: "Vogliamo fare un altro pezzetto di riforma, vale a dire cercare di far sì per coloro i quali hanno un reddito che va da 50 a 60mila euro di portare l'aliquota che oggi è al 43% fino al 33%". Tutto sarà fatto con la stessa filosofia fin qui seguita dal governo, ovvero a patto di trovare le coperture e senza andare a minare la tenuta dei conti. Il ministero dell'Economia, in tal senso, ha già quantificato le coperture necessarie per portare a casa un provvedimento che sarebbe un bel regalo al cosiddetto ceto medio, storicamente gravato da una notevole pressione fiscale e messo a dura prova dall'avanzamento dell'inflazione: "Costa 3 miliardi", ha detto Leo. Rispondendo alla domanda su quante possibilità ci fossero, da uno a dieci, di trovare queste risorse, Leo ha risposto: "Direi sette". Un voto "prudenziale" perché le cose "le facciamo compatibilmente con le risorse che troviamo". La sensazione, quindi, è che si cercherà comunque di fare qualcosa, partendo da un obiettivo massimo che pare comunque realizzabile.
Non ci sono buone notizie, invece, per un cavallo di battaglia della Lega: per la flat tax al 15% "penso sia difficile arrivare fino alla soglia dei 100mila euro (oggi è a 85mila euro, ndr). Perché significa poterla applicare solo ai fini delle imposte dirette e non ai fini dell'Iva, visto che il meccanismo Iva - che è una normativa europea a cui ci dobbiamo adeguare - prevede il tetto a 85mila euro. Quindi fare di più penso sia complesso anche se capisco la legittima aspettativa dei colleghi della Lega". Il governo, tra l'altro, in vista della prossima legge di bilancio i cui lavori entreranno nel vivo in autunno pensa anche ad altri interventi per aiutare i giovani a rendersi indipendenti e uscire di casa. Secondo Leo, "per i giovani che vogliono affittare una casa, anziché fargli pagare il 10%, abbassare la tassazione al 5%. Ovviamente anche qui si tratta di trovare le risorse, però è un tema su cui noi stiamo ragionando".
Ieri, intanto, la Banca d'Italia ha previsto per quest'anno una crescita del Pil allo 0,5% e in calo allo 0,4% nel 2027. Infine l'inflazione, sempre per quest'anno, è vista in crescita al 3,1% (una revisione al rialzo di mezzo punto rispetto a quanto era stato stimato lo scorso aprile). Tuttavia, il Paese sta mostrando segnali economici positivi e quindi il governo aspetta fiducioso la revisione autunnale dei conti pubblici dalla quale emergerà quante saranno le risorse a disposizione del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.
In ogni caso, comunque, si potrebbe attingere da una ulteriore razionalizzazione delle cosiddette "tax expenditures": ovvero le
600 voci tra deduzioni, detrazioni, crediti di imposta, imposte sostitutive, agevolazioni ed esenzioni varie, da cui con un po' di "interventi intelligenti", ha detto Leo, il governo spera di "trovare un po' di risorse".