Via mascherine e pass: il piano del governo

L'esecutivo studia il programma per allentare tutte le restrizioni: entro dicembre immunizzati 9 italiani su 10 e completati i richiami dei fragili. Da gennaio protezioni e certificato solo per concerti, eventi sportivi e discoteche, con capienze al 100%

Il piano del governo: a fine anno sieri al 90% e terze dosi concluse. Poi nei locali e al lavoro via mascherine e pass

Il governo Draghi prepara il regalo per gli italiani sotto l'albero di Natale: stop all'obbligo generalizzato del green pass. Con il nuovo anno l'uso obbligatorio della certificazione verde dovrebbe essere circoscritto a eventi e luoghi ad alto rischio assembramenti: stadi, discoteche e concerti. Il cronoprogramma su cui sta lavorando governo e Cts prevede l'abbandono graduale dell'obbligo green pass a partire dal primo gennaio 2022. Prima di quella data sarà complicato. Tutto, ovviamente, è legato all'andamento della campagna vaccinale.

L'obiettivo, fissato dall'esecutivo per liberare definitamente gli italiani dalle ultime restrizioni, è il raggiungimento della quota del 90% di vaccinati. Oggi l'asticella è ferma all'85,4: ne mancano all'appello circa 2,5 milioni di italiani. La campagna vaccinale, ad oggi, fa registrare una media di 400 mila somministrazioni settimanali. Mantenendo inalterata la media attuale la soglia del 90 % dovrebbe essere centrata a fine dicembre. Ma non è l'unico parametro da considerare: il governo, prima di restringere il campo di applicazione dell'uso obbligatorio del green pass, vuole completare la somministrazione della terza dose per anziani e fragili. E in ogni caso, prima dell'inizio di gennaio, l'esecutivo non vuole allentare le attuali restrizioni perché teme il pericoloso incrocio con l'influenza stagionale che potrebbe generare la pressione sugli ospedali. Il 31 dicembre termine lo stato di emergenza: l'obbligo del green pass è vincolato alla permanenza dello stato di emergenza. Con l'uscita dall'emergenza l'obbligo della certificazione verde sarà confermata solo per alcuni settori ed eventi.

Lo schema attuale prevede lo stop al green pass per accedere a bar, ristoranti e pub al chiuso. Non dovrebbe essere più richiesta la certificazione nemmeno per spostarsi all'estero. E dovrebbe saltare l'obbligo anche per i lavoratori. Con la sola eccezione di chi svolge mansioni a contatto con il pubblico. Mentre resterebbe in vigore per accedere a stadi, concerti e discoteche. Con una novità: saranno aboliti i limiti alla capienza. Tutto ovviamente è vincolato al raggiungimento della quota del 90% di vaccinati. Un'ipotesi su cui anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa si sbilancia: «Noi abbiamo lo stato di emergenza che arriva per ora a fine anno. Io credo che, se il quadro epidemiologico continuerà ad essere positivo e se i cittadini italiani continueranno a vaccinarsi, è ragionevole pensare che a fine anno potrebbero essere riviste alcune misure restrittive tra cui anche l'utilizzo del Green pass. Il Green pass è stato sicuramente uno strumento che ci ha consentito di progredire positivamente nella campagna vaccinale, ma io credo che l'obiettivo del 90% della platea vaccinabile è assolutamente un obiettivo raggiungibile e quella condizione che ci permette di gestire e governare la pandemia e una riduzione dell'utilizzo del Green pass».

Una strada appoggiata anche dalle Regioni: «Se la campagna vaccinale raggiunge il 90% (siamo all'85) penso che vi siano le possibilità di eliminarlo. Credo possa succedere entro la fine dell'anno», spiega in un'intervista al Corriere della Sera Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della conferenza Stato-Regioni.

L'esecutivo è pronto a varare un'altra misura: lo stop all'obbligo della mascherina al chiuso. All'interno di bar e ristoranti dovrà essere rispettato solo il distanziamento. I segnali portano dritti verso il ritorno alla normalità. Tant'è che anche gli esperti sono ottimisti: «Io credo che, raggiunto il 90% che sarà dato da chi è vaccinato più chi è immune, allora si debba iniziare una rapida discesa verso l'eliminazione di tutte le restrizioni anti-contagio. Mascherina al chiuso-compresa», precisa Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. Draghi ha un piano in mente: festeggiare con l'arrivo della primavera l'addio alla pandemia.

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