L'ex giudice all'attacco: "La banda Salvini sta perdendo la testa"

L'ex giudice Pietro Grasso, candidato premier di Leu alle elezioni politiche 2018, ha usato toni durissimi per commentare la foto di Salvini con il mitra pubblicata da Luca Morisi: "Ho l'impressione che la 'banda Salvini' stia perdendo la testa"

L'ex giudice all'attacco: "La banda Salvini sta perdendo la testa"

"Banda Salvini". È l'espressione utilizzata dall'ex magistrato Pietro Grasso, presidente del Senato nella scorsa legislatura e candidato premier della sinistra alle Politiche 2018, per attaccare il ministro dell'Interno dopo la foto che lo ritrae con in mano un mitra. Uno scatto che il social media manager del segretario leghista, Luca Morisi, aveva pubblicato sui canali social di Salvini per rispondere al fango che le opposizioni, finanche gli alleati di governo del M5s, stanno gettando sulla Lega sull'onda del caso Siri.

Dopo Roberto Saviano, che ha parlato della "foto col mitra" come di una "grave minaccia alla nostra Democrazia. È istigazione a delinquere, reato procedibile d’ufficio. Ognuno di noi può denunciare questo atto", tra le varie personalità della sinistra intervenute sulla vicenda c'è anche Pietro Grasso. L'ex giudice, oggi senatore, ha scritto su Twitter: "Se un suo dipendente usa queste parole e conserva il suo posto, significa solo una cosa: che #Salvini condivide quelle parole. Quella minaccia, per l'esattezza. Di fronte a difficoltà e scandali degli ultimi giorni, ho l'impressione che la 'banda Salvini' stia perdendo la testa".

Grasso, una vita da magistrato prima di mettersi in aspettativa per candidarsi alle Politiche 2013 col Pd, non ha mai nascosto la sua antipatia nei confronti del vicepremier. Nel 2018, sull'onda del caso della nave Aquarius, aveva evocato il "fascismo" di Salvini commentando una sua foto con la scritta "Olio di ricino su tela", mentre nel marzo 2019 era arrivato addirittura a diffondere un finto servizio giornalistico in cui si annunciava la liberazione di 177 studenti, mettendoli sullo stesso piano dei migranti della nave Diciotti che il capo del Viminale si era rifiutato di far sbarcare venendo indagato per sequestro di persona.

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