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L'idea Di Pietro smuove le acque. Ma lui: "Rimango agricoltore"

L'ex pm nicchia sulla possibile candidatura a sindaco di Milano lanciata a sorpresa sul Giornale da Daniela Santanchè

L'idea Di Pietro smuove le acque. Ma lui: "Rimango agricoltore"
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Silenzio. Sorrisi dietro le quinte. E una sensazione diffusa: la mossa di Daniela Santanchè smuove le acque. E spinge gli schieramenti a chiarire posizioni e candidature. A destra, naturalmente, ma forse anche a sinistra. Ieri l'ex ministra del turismo lancia su il Giornale il nome che non ti aspetti per la poltrona di sindaco sotto la Madonnina: Antonio Di Pietro. Lui dal Molise accoglie la proposta con un "grazie, non intendo fare dichiarazioni". In realtà, l'ex pm di Mani pulite una considerazione la concede: "Alla mia età sto bene dove sto". Ovvero, a Montenero di Bisaccia, dove il Tonino nazionale fa il contadino.

Per il resto i commenti restano sotto traccia ma fotografano un profilo molto interessante per i moderati di rito ambrosiano: Di Pietro entrò in rotta di collisione con Berlusconi e fu considerato un campione del giustizialismo, ma negli ultimi tempi si è ritrovato a destra sui temi, decisivi, della giustizia e della sicurezza.

In particolare, è stato uno dei più convinti sostenitori della separazione delle carriere e si è battuto senza rete sul referendum, poi vinto dagli avversari del cambiamento. Insomma, la sensazione che fosse un uomo di destra prestato alle opposizioni e diventata una certezza. Come le sue idee alla Rudolph Giuliani sulla tolleranza zero per criminali e sfaccendati vari. "Il tema della criminalità - rincara la dose Santanchè - è in testa alle priorità di questa città. Una volta il problema erano le periferie, oggi le aggressioni avvengono in corso Como sotto i grattacieli e la giunta Sala non riesce a contrastare questa deriva".

Per questo, aggiunge, "credo che Di Pietro potrebbe dare un contributo straordinario su questo versante ma immagino che non lo troveremmo impreparato nemmeno sugli altri dossier.

Fra l'altro, lui è stato anche ministro dei lavori pubblici e si deve alla sua preparazione e ostinazione la realizzazione del tunnel di San Fruttuoso a Monza che ha fatto saltare il tappo del traffico verso la Brianza".

A proposito, è proprio Giuseppe Sala a spendere, a sorpresa, parole di elogio verso Di Pietro: "Politicamente faccio fatica a giudicarlo, perché è parecchio che non è in campo, ho con lui un rapporto non costante, lo ritengo un galantuomo e un po' mi fa piacere, dopodiché vediamo che succede, lo scenario è poco chiaro". Si accreditano candidature e autocandidature.

Fra le altre, sul tavolo, c'è quella, forte, di Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, la quarta gamba della coalizione, che è sponsorizzato dal Presidente del Senato Ignazio La Russa. Ma negli ultimi tempi ha preso quota anche quella di Carlo Cottarelli, economista di rango con molte frecce al suo arco, benedetto prima da Carlo Calenda e poi da Forza Italia. Sull'altro fronte il richiamo più insistente porta a Pierfrancesco Majorino, un big della sinistra ambrosiana, anche se da tempo circola anche l'ipotesi di Mario Calabresi che farebbe il grande salto dalla società civile al Palazzo.

"Sento girare tanti nomi, forse pure troppi - conclude Santanchè - ma non mi interessano le figurine. Ci vorrebbero, a destra, primarie, ma primarie delle idee più che delle persone". Insomma, che visione hanno i tanti che affollano il parterre in vista della sfida per Palazzo Marino? Come intendono affrontare i nodi che non si riesce a sciogliere?

Questioni complesse che non possono essere affidate all'improvvisazione. Il traffico, fra ciclabili e divieti, e la delinquenza che conquista i quartieri centrali. Ma poi c' è anche l'esplosione dei prezzi delle case e del tenore di vita.

Milano ha un altro passo rispetto al resto d'Italia, ma è un passo che anche i

milanesi faticano a tenere. Ecco che allora il direttore del Giornale Tommaso Cerno evoca il nome "proibito" di Marina Berlusconi.

Si attendono risposte e le risposte esigono scelte. L'ora delle decisioni oggi è più vicina.

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