Liguria, incubo flop per il Pd Toti: "Ormai siete alla frutta"

Duello ravvicinato col centrodestra. La candidata Paita si aggrappa al premier per scongiurare la sconfitta. Forza Italia: «Con la sinistra dieci anni di fallimenti»

Liguria, incubo flop per il Pd Toti: "Ormai siete alla frutta"

Genova - Duello a distanza. Ravvicinatissima. Renzi sbarca in Liguria per far recuperare, disperatamente, terreno e voti alla sua candidata Raffaella Paita e Giovanni Toti, l'alfiere del centrodestra in corsa per la guida della regione, si gode lo spettacolo. E tira bordate contro la barca piddina alla deriva: «Renzi è ossessionato dal mio certificato di nascita. Gli manderò quello che certifica la mia residenza in Liguria dal 2001. Per la sinistra, così disponibile a concedere la cittadinanza italiana a chi arriva da fuori, quanti anni occorrono per acquisire la cittadinanza ligure?». E ancora: «Come definire chi ha una prima casa in Liguria, risiede in Liguria, vota in Liguria e ha girato l'Italia per lavoro? Lo definirei un ligure con un'occupazione. Capisco che sia un fenomeno strano per gli amministratori di Renzi, più esperti in disoccupazione che in posti di lavoro. O meglio, più esperti in disoccupazione per i normali cittadini e in incarichi pubblici per loro e per i loro amici. Ma la polemica sulla residenza e la nascita proprio non reggono. Se non hanno nulla di meglio di cui accusarci e nulla di meglio da rivendicare per loro stessi dopo dieci anni di governo, direi che al pranzo a Spezia del premier con la Paita è già stata servita la frutta!».

E Renzi? Nel suo tour a sostegno della Paita mostra tutti i segni della prudenza e ancor più del pessimismo, visto e considerato che i sondaggi sull'esito delle urne il 31 Maggio, danno Toti e quindi il centrodestra, appaiato al centrosinistra. Ecco le sue fin troppo chiare parole pronunciate a La Spezia, al momento del caffè: «Non dobbiamo consentire a qualcuno di fare della vostra regione il bertinottismo 2.0, facendo perdere la sinistra». E ancora eccolo sul palco a prendere già le distanze in caso di sconfitta del Pd se mai qualcuno volesse mettere in crisi il governo da lui guidato: «Da qualche giorno stanno dicendo che la Liguria è il laboratorio della politica nazionale, è una sfida nazionale. Noi non discutiamo dei laboratori di politica nazionale ma del governo della regione: è l'ora di farla finita di trasformare le elezioni in uno scontro per i giochi politici romani».

In ogni caso, chiarezza per chiarezza, da Renzi arriva anche un ulteriore attacco ai «dissidenti» di sinistra, cioè quelli che non la pensano come lui: «O vince Raffaella Paita o vince Toti. Quelli di sinistra se tutto va bene arrivano quarti o quinti, perché in mezzo c'è anche il Movimento 5 Stelle».

E Toti, dal canto suo, in attesa dell'arrivo in Liguria di Salvini, che oggi si presenterà a ribadire e a sottolineare l'alleanza con Toti in questa tornata elettorale strategica, accusa il Pd di aver alzato «una cortina fumogena di riformismo renziano che non potrà cambiare il giudizio di chi, come i cittadini di questa regione, ha avuto a che fare con loro per anni e anni». E ribadisce quanto già ha mandato a dire a Renzi: «Ti consiglio di chiedere ai dirigenti e agli amministratori del tuo partito perché, in dieci anni ininterrotti di governo della regione e del capoluogo e di tutte le principali città non sono riusciti a risolvere un solo problema: dal dissesto idrogeologico alla raccolta dei rifiuti, infrastrutture, depuratori, sicurezza nel centro storico di Genova e delle altre città, sanità con un buco gigantesco e occultato e liste di attesa che superano l'anno, disoccupazione giovanile quasi al 50%». Il problema vero della Liguria? Toti non ha dubbi: «Il problema è la certificata mancanza di credibilità del Pd in questa regione. Insiste sui temi e sui problemi più sentiti dai liguri, Toti: sanità, lavoro, servizi e sicurezza. E a proposito di sicurezza commentando lo «storno» dei militari dell'operazione «Strade sicure» su obiettivi sensibili e sollevati quindi dal pattugliamento per le vie di Genova, si esprime così: «Ripristiniamo subito ronde e presidi nel centro storico e liberiamo le strade da abusivi e illegalità dato che anche i cittadini di certo non li vedono e i delinquenti neppure visto lo stato di degrado del centro storico della città».

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