L'imputata accusa Stasi: "Chiara mi parla dall'aldilà e mi fa rivivere l'omicidio"

Il racconto in Aula: "Mi svegliavo urlando di notte perché Chiara Poggi mi faceva rivivere l'omicidio". Poi quelle accuse a Stasi: "La pagherai"

L'imputata accusa Stasi: "Chiara mi parla dall'aldilà e mi fa rivivere l'omicidio"

"Chiara Poggi mi mandava quotidianamente messaggi dall'aldilà che ho anche portato a sua mamma". Maria Grazia Montani, che aveva dato vita a un gruppo Facebook sul delitto di Garlasco, è finita a processo per diffamazione e minaccia aggravata ai danni di Alberto Stasi che è stato condannato in via definitiva a sedici anni per l'omicidio della fidanzata. "C'era un periodo che mi svegliavo urlando di notte perché lei mi faceva rivivere l'omicidio - ha raccontato oggi davanti al giudice - ero completamente immersa in questa vicenda".

"Ho il dono di parlare con i morti fin da bambina, quando andavo a scuola". In aula Maria Grazia Montani ha raccontato di aver portato "un po' di messaggi" che le ha mandato per anticipaerle "avvenimenti che poi sono accaduti". "Parlavo con Chiara tutti i giorni, c'era un periodo che mi svegliavo urlando di notte perché lei mi faceva rivivere l'omicidio - ha, poi, continuato - ero completamente immersa in questa vicenda".

in passato Maria Grazia Montani, che tornerà in aula il prossimo 16 giugno, aveva scritto su Facebook diversi post molto aggressivi nei confronti di Stasi. Davanti al giudice, però, ha spiegato di non aver mai avuto alcuna intenzione di minacciarlo. "Ho scritto quei messaggi perché volevo dire a Stasi 'la pagherai, sarai condannato e andrai in galera' - ha chiarito - Erano messaggi sulla sua futura condanna, non minacce alla sua persona".

È stato lo stesso Stasi a sporgere denuncia contro la donna, raccontando tra l'altro di essere stato pedinato e fotografato all'interno del parking Atm di Famagosta, dove aveva lasciato l'auto per poi prendere la metropolitana. "Lui - ha detto in aula l'imputata - mi voleva spiare, me lo disse Chiara e io mi sono spaventata. Chiara mi disse di avvicinarmi a un'auto posteggiata vicino alla mia. Accovacciato sul sedile posteriore c'era Alberto. Ho avuto paura e ho denunciato la cosa ai carabinieri che però mi dissero che la mia denuncia sarebbe stata cestinata".

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