Lineker chiama il tifo alla ribellione: "Fermiamoli". E Mentana & C, nerazzurri vip, scrivono a Zanetti

Quelli dei Reds: "Via le bandiere". In gran parte contro anche juventini e milanisti

Lineker chiama il tifo alla ribellione: "Fermiamoli". E Mentana & C, nerazzurri vip, scrivono a Zanetti

Che il calcio sia un business molto più che un gioco lo sanno oramai tutti, anche i più nostalgici tra i tifosi, quelli che evocano le partite alle 14.30 della domenica, che odiano le pay tv e che rivorrebbero i numeri dall'1 all'11. Ma quando è troppo è troppo. E così dalle gradinate, vuote, la protesta dei tifosi contrari alla superlega e al calcio dei ricchi, si è spostata sui social ma non solo. Anche grazie ad alcuni capipopolo d'eccezione. «Il calcio non è niente senza i suoi tifosi. Se i tifosi si oppongono a questo schema piramidale anti-calcio, può essere fermato sul nascere», ha scritto su Twitter Gary Lineker, ex stella della nazionale inglese e ora influente commentatore tv. E se non è blocco unico tra tifoserie poco ci manca. Già dalla scorsa notte, quando i 12 club hanno comunicato la loro adesione alla Superlega anche tramite gli account social, sono piovuti centinaia e centinaia di commenti contrari, critiche, insulti e minacce di disertare gli stadi anche quando saranno riaperti, a fronte delle poche decine di supporter felici per la novità.

«Rimuoveremo le nostre bandiere dallo stadio. Riteniamo di non poter dare più sostegno a un club che pone l'avidità finanziaria al di sopra dell'integrità del gioco», scrivono i caldissimi tifosi del Liverpool in un comunicato di fuoco. Ieri sera, in Leeds-Liverpool, i giocatori del Leeds sono scesi in campo con una maglia con scritto: «Il calcio è dei tifosi». E anche quelli di Arsenal, Chelsea, Manchester United, City e Tottenham hanno definito «sconcertante», «egoista», «contraria ai valori dello sport» la scelta Superlega tramite un comunicato congiunto. «Odio eterno al calcio moderno», tuonano anche i sostenitori più caldi del Real Madrid che dicono: «Così finisce il football come lo conosciamo».

Anche in Italia tantissimi tifosi sono già sul piede di guerra. Quelli esclusi, ovviamente, dagli atalantini in giù, con la provocazione degli ultras della Sampdoria che dicono «Fatevi la vostra lega e andatevene in fretta». Ma anche quelli eletti di Juventus, Inter e Milan, in larga maggioranza sono contrari al progetto. Anche loro hanno vergato comunicati e si sono affidati ai social, con tanto di minacce di appendere le sciarpe al chiodo. Clamorosa anche la protesta di alcuni tifosi nerazzurri vip, da Gad Lerner a Enrico Mentana, fino a Gabriele Salvatores e Paolo Rossi, che hanno scritto una lettera all'ex capitano e vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti chiedendo di «fare quanto è nelle possibilità per dissuadere la società Internazionale FC da un passo falso così grave». «È un'iniziativa che sovverte in modo brutale i criteri di ammissione ai tornei continentali fino a qui conosciuti», scrivono.

Un calcio senza tifosi, nell'ultimo anno di pandemia, non è piaciuto a nessuno. Inimmaginabile dunque, una Superlega con stadi semivuoti, senza tifosi appassionati che rifiutano il ruolo di semplici clienti. A meno che anche le gradinate non vengano riempite ad inviti. La protesta è partita, il fronte sembra compatto. E se alla fine avesse davvero ragione Lineker?