Neanche un grammo di aiuti delle flotille è arrivato a Gaza. I recidivi, i video appelli preventivi, il parlamentare di turno dimostrano che la Global Sumud Flotilla, non è una missione umanitaria, ma un'operazione politica di carattere propagandistico con voluti riflessi e ricadute a casa nostra. Sceneggiate indegne di impresentabili ministri israeliani come Ben Gvir danno solo una mano ad alimentare la tensione e favorire il raggiungimento di questi obiettivi. Le flotille, che partono annunciando pomposamente di volere "rompere il blocco navale israeliano per portare aiuti umanitari a Gaza", non sono mai riuscite a fare arrivare neppure un biscotto.
La volta scorsa, in ottobre, hanno "raccolto dal basso tra Genova e Catania", 400 tonnellate, ma solo 45 erano state caricate a bordo. Prima di venire intercettati, Pierbattista Pizzaballa aveva chiesto di sbarcare gli aiuti a Cipro: li avrebbe fatti arrivare lui nella Striscia. Secco "niet" dalla flotilla, che ha provocato la reazione del cardinale: l'operazione "non porta nulla alla gente di Gaza, non cambia la situazione". Fra i 29 italiani dell'ultima flotilla, fermati dagli israeliani ed espulsi, ben dieci sono "veterani". Sei recidivi, già finiti dietro le sbarre lo scorso ottobre e uno si è fatto la traversata tre volte. Attivisti pro Pal dai 29 ai 70 con un divieto israeliano di tornare nel paese per 99 anni. Se degli italiani vanno scientemente e ripetutamente in cerca di guai, sapendo bene come andrà a finire, la Farnesina deve continuare a fornire assistenza?
L'operazione politica e propagandistica, che non ha nulla a che fare con la spinta umanitaria, è chiara ed evidente grazie ai video appelli preventivi. Federico Paganelli, 28 anni, è stato fermato dagli israeliani assieme al padre, Claudio, 61. Il figlio aveva preparato una registrazione di questo tenore: "Se vedete questo video vuol dire che () sono stato rapito e incarcerato da Israele. Vorrei che () sia divulgato e arrivi sotto gli occhi del mio governo, che ha il dovere di far sì che possa tornare a casa e che tutto gli attivisti della mia delegazione possano fare altrettanto". La mamma dall'Italia ha subito lanciato la grancassa mediatica e adesso la prima cittadina Pd di Collesalvetti, dove abitano, li aspetta come eroi.
La voluta e cercata pressione politica sul governo con mobilitazioni di piazza, scioperi e scontri, come è avvenuto con le flotille precedenti, viene poi alimentata dal parlamentare di turno. In questo caso, Dario Carotenuto, deputato M5s, espulso per primo, che una volta atterrato in Italia ha dichiarato, come riportano le agenzie: "Ci picchiavano selvaggiamente", "ho preso un pugno in un occhio, dei calci" e altri avrebbero subito "fratture, alcuni abusi sessuali". Almeno sul volto di Carotenuto non c'è alcun segno di occhio nero, ma la narrativa delle torture, vere o presunte, alimenta la mobilitazione contro Israele e il governo Meloni accusato di non condannarlo abbastanza. In parallelo all'operazione politico-propagandistica scatta l'azione legale con una falange di avvocati, come quelli delle Ong del mare, che presentano subito l'esposto alla Procura di Roma per "sequestro di persona". E la solerte magistratura risponde immediatamente con l'acquisizione del video dell'incivile Ben Gvir.
Una cortina fumogena, che fa dimenticare come diversi fondatori della Global Sumud (resistenza) Flotilla siano legati all'estremismo islamico. Non solo: la Conferenza popolare per i palestinesi all'estero, tra i principali sostenitori delle flotille, è stata voluta dal defunto leader di Hamas, Ismail Haniyeh, che aveva stanziato 100mila dollari per il suo debutto. Questa volta la Farnesina non fornisce i biglietti di ritorno da Istanbul per gli italiani rimandati a casa.
Ci deve pensare l'organizzazione e sarà lo stesso per i 429 partecipanti, prima fermati in mezzo al mare, e poi espulsi da Israele. Tutti pensano a Ben Gvir e nessuno si chiede da dove saltano fuori i soldi per biglietti aerei, diverse barche noleggiate o comprate, alcune sono navi, carburante e altri, ingenti, costi di un'operazione politica.