L'ipocrisia della Boldrini sulla strage di italiani

L'ex presidente della Camera fa la morale alla destra sul caso Marcinelle: "Fa propaganda...". Ma a connotare politicamente la ricorrenza era stato Enrico Letta con un paragone fuori luogo

L'ipocrisia della Boldrini sulla strage di italiani

La ramanzina a senso unico di Laura Boldrini è arrivata con puntualità. Dopo il confronto a distanza tra Giorgia Meloni ed Ernico Letta sulla commemorazione della strage di Marcinelle, l'ex presidente della Camera è intervenuta per aggiungere il proprio carico di indignazione. Chiaramente contro la Meloni, mai nominata espressamente ma chiamata in causa a seguito della lettera nella quale contestava al segrerio Pd un discutibile accostamento tra le vittime della strage in Belgio e i migranti del Mediterraneo.

Già, perché tutto era iniziato da lì. Da quel paragone approntato da Letta. Guai, però, a pensare che le parole dell'ex premier fossero anche solo fuori luogo: per Laura Boldrini l'errore è stato tutto della Meloni, rea di aver avanzato alcune puntualizzazioni. "La memoria di questo infausto giorno intreccia diverse tematiche, tutte ancora di stretta attualità. A partire dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, una piaga profonda dell'Italia. Sulla salute di lavoratori e lavoratrici non si può e non si deve risparmiare: sia un imperativo, un obbligo non solo di legge ma anche morale per chiunque fa impresa", ha così premesso la deputata dem in una nota. Poi è scattata la filippica sui migranti e contro "la destra".

"Trovo davvero strumentali le polemiche da parte di chi, a destra, utilizza questa ricorrenza per fare propaganda politica. Perché speculare sulla morte dei nostri connazionali? Perché offendere la loro memoria e la storia d'Europa fatta di integrazione, affermando che le vittime di Marcinelle avevano più titolo a essere accolte in Belgio rispetto ai migranti che oggi sono in Italia e spesso vengono sfruttati, mal pagati, sono senza tutele e che continuano a morire sul lavoro?", ha lamentato la Boldrini. Eppure, il primo a connotare la dolorosa ricorrenza con quel paragone era stato proprio Letta.

"Il richiamo al doppio standard, a immigrati di serie A e di serie B, fa capire qual è il livello di rispetto dei diritti umani a cui la destra vuole ispirarsi: quello di Orbán. Un pessimo segnale", ha aggiunto l'ex presidente della Camera. Ma da Fratelli d'Italia è arrivata un'ideale replica a quelle accuse. "Il messaggio espresso da Giorgia Meloni stamattina in occasione della ricorrenza della tragedia di Marcinelle era assolutamente chiaro e lineare. Solo chi rappresenta un Pd disperato e capace di qualsiasi escamotage pur di fare propaganda elettorale come Enrico Letta poteva travisarlo", ha infatti dichiarato il senatore di Fdi Massimo Ruspandini, tornando sul tema iniziale della contesa.

"Le condizioni in cui i nostri connazionali erano costretti a lavorare in Vallonia nel dopoguerra non sono minimamente paragonabili con le condizioni dei migranti che oggi approdano sulle nostre coste, e negarlo è un'assoluta mancanza di rispetto alle vittime della tragedia di Marcinelle", ha concluso l'esponente meloniano.

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