Leggi il settimanale

L'ira degli svizzeri: la verità su Crans

Nel Paese monta l'insofferenza. E molti chiedono una vera svolta nelle indagini

I coniugi Moretti
I coniugi Moretti
00:00 00:00

La scarcerazione di Jacques Moretti, gestore insieme alla moglie Jessica del locale Le Constellation di Crans-Montana ha scosso il nostro Paese, che in quella tragica notte di Capodanno ha perso sei giovanissime vite mentre altre stanno ancora combattendo per la propria sopravvivenza. Moretti è libero su cauzione perché una persona a lui vicina, probabilmente un amico, ha pagato i 200 mila franchi (circa 215 mila euro) fissati dal giudice: una cifra quasi irrisoria per un Paese come la Svizzera e per la carneficina di quaranta giovanissimi, a cui si aggiungono gli oltre cento feriti. Si è creata una frattura tra l'Italia e la Svizzera, l'ambasciatore è stato richiamato a Roma e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha esitato ad alzare la voce in difesa dei nostri cittadini davanti a una decisione che appare come un affronto al dolore delle famiglie colpite da questa tragedia e alla loro sacrosanta richiesta di arrivare ad avere una giustizia giusta e trasparente.

Il presidente del Consiglio ha espresso "indignazione" e "sconcerto" per la decisione del giudice vallese che ha permesso a Moretti di tornare a casa con il solo divieto di espatrio e l'obbligo di firma quotidiano. "È un involontario invito a concordare tesi e dichiarazioni", ha dichiarato il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Nel frattempo, dalla Svizzera, il senatore socialista, e professore di diritto penale, Daniel Jositsch punta il dito contro il nostro Paese: "Ritengo che tali affermazioni siano estremamente populiste".

Ma non c'è solo l'Italia che in questo momento chiede alla Svizzera una maggiore attenzione nelle indagini, soprattutto nel rispetto delle vittime. Gli avvocati della famiglia di Trystan Pidoux, 17enne del Canton Vaud, sono intervenuti sulla stampa svizzera per esprimere la propria rabbia davanti a questa decisione: "Per i miei clienti e le famiglie delle vittime, questa decisione è inaspettata e particolarmente scioccante". Queste le parole di Christophe de Galembert, uno dei legali della famiglia, alla stampa elvetica, alla quale ha anche aggiunto che a suo avviso il tribunale avrebbe minimizzato il pericolo di fuga, considerando i legami di Moretti con il suo Paese di origine. Jean-Luc Addor, altro avvocato svizzero che segue le famiglie delle vittime, è della stessa idea: "È uno scandalo e una vergogna nei confronti delle vittime e delle loro famiglie".

Richard Werly, corrispondente da Parigi del quotidiano svizzero Blick, ha spiegato al portale Swi, che la chiusura della Svizzera alle critiche che arrivano dai suoi "vicini", per altro direttamente coinvolti perché contano vittime e feriti tra i loro cittadini, rappresenta "il rischio maggiore per la reputazione del Paese". E la stessa Swi, che è il servizio internazionale della Società svizzera di radiotelevisione, scrive che "la Svizzera deve ora chiarire il caso in modo deciso e completo". Ed è tutto ciò che dall'estero chiedono al Paese elvetico, né di più e né di meno.

Il quotidiano Blick, tra i più letti in Svizzera, attraverso il suo caporedattore Rolf Cavalli in queste settimane ha alzato la voce per chiedere che il Paese elvetico si impegni al massimo delle sue possibilità per arrivare alla verità e alla giustizia. "Non si tratta solo di colpa. Si tratta di giustizia. Di fiducia. E del coraggio di ammettere: anche la Svizzera è fallibile. Ma deve dimostrare che vuole fare di meglio. C'è molto in gioco. Si tratta della credibilità della Svizzera", scrive Cavalli. Dal suo editoriale sono trascorsi alcuni giorni ma l'appello sembra essere caduto nel vuoto.

La stampa svizzera, per altro, fin dai primi momenti dell'indagine, chiede la nomina di un procuratore straordinario o, almeno, di un supervisore che sia indipendente dal Cantone Vallese: "Non per sfiducia ma per responsabilità".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica