L'Iran è tornato a rivendicare il diritto a controllare lo Stretto di Hormuz: "La Repubblica islamica ne è proprietaria e non lo cederà a nessun prezzo", ha detto il primo vicepresidente Reza Aref. "È sempre stato nostro, solo che per un certo periodo non ne abbiamo fatto buon uso", ha affermato con tono di sfida. Mentre Donald Trump discuteva dei problemi globali inclusa la guerra con l'Iran con Xi Jinping, le agenzie di stampa Tasnim e Fars, vicine ai pasdaran hanno riferito che le autorità di Teheran hanno iniziato a consentire il passaggio delle navi cinesi, in seguito a una richiesta di Pechino. Secondo le due agenzie, fino a 30 imbarcazioni hanno attraversato Hormuz tra mercoledì sera e ieri pomeriggio "con il permesso dell'Iran". Questa cifra è difficile da verificare, poiché molte di queste barche spengono i transponder che trasmettono la loro posizione o falsificano i loro segnali. Tasnim sostiene che questa iniziativa non sia una violazione del blocco dello Stretto ed è coerente con la politica di Teheran di consentire il passaggio alle navi provenienti da Paesi "non avversari". Tuttavia, la direttiva è stata applicata in modo disomogeneo, poiché le motovedette dei pasdaran hanno attaccato anche barche provenienti da paesi non in guerra con l'Iran.
Ma c'è dell'altro, il regime degli ayatollah mostra i denti. La Repubblica islamica prevede entrate finanziarie "enormi" dal pieno controllo di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale. Il portavoce delle forze armate, Mohammad Akraminia, ha spiegato che le navi dei pasdaran controllano la parte occidentale del braccio di mare, mentre l'esercito supervisiona quella orientale. Secondo Akraminia, questo assetto "raddoppierà il reddito petrolifero del Paese" grazie alle tasse imposte sulle barche in transito e al maggiore peso economico e geopolitico. Nel frattempo la tensione continua a salire. Nuovi attacchi a navi vicino allo Stretto ricordano i costi di una prolungata situazione di stallo. L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che "personale non autorizzato" è salito a bordo di un'imbarcazione ancorata al largo della costa del porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, la sta dirigendo verso la Repubblica islamica, e sarebbe in mani iraniane. La sicurezza in quell'area è particolarmente delicata, poiché Fujairah è l'unico porto petrolifero degli Emirati sull'altra sponda dello Stretto, che consente ad alcune esportazioni di raggiungere i mercati senza doverlo attraversare. L'Iran ha incluso quella parte della costa in una mappa ampliata delle acque che ha dichiarato essere sotto il suo controllo, pubblicata la scorsa settimana.
Lo Stretto di Hormuz è un'arteria vitale, ma anche vulnerabile, è largo appena 38 chilometri nel suo punto più angusto. L'Iran lo ha di fatto chiuso dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco il 28 febbraio, dimostrando come la sua posizione geografica gli conferisca una notevole influenza sui mercati energetici globali.
Dopo il fallimento dei colloqui di pace, Washington ha bloccato i porti iraniani con navi da guerra. Entrambe le parti credono che il tempo sia a loro favore. La Cina, vicina all'Iran e il principale acquirente del suo petrolio, potrebbe giocare un ruolo chiave nella partita.