Cronache

L'Italia all'Oscar dei sindaci sfida tutti con due paesini

Villa del Conte e San Bellino tra i 12 in lizza per il migliore del mondo: "Siamo come Berrettini"

L'Italia all'Oscar dei sindaci sfida tutti con due paesini

Il primo fu Edy Rama sindaco di Tirana: adesso è il premier di Albania. Poi toccò a Dora Bakoyannis, prima cittadina di Atene: diventò pochi anni dopo ministro greco di Esteri e Cultura. Anche Marcelo Ebrard, sindaco di Città del Messico, è diventato ministro degli Esteri e ancora lo è. Porta bene, e porta lontano, essere eletto «Miglior sindaco del mondo», vincere cioè il World Mayor Award, l'Oscar dei primi cittadini, organizzato dal 2004, ogni due anni, dalla City Mayors Foundation di Londra. A settembre si saprà chi sarà il numero uno dei numeri uno, ma dopo un anno di selezioni si sa che a giocarsi lo scettro 2021 sono rimasti in 12 e due sono italiani. Ma non due italiani qualsiasi, due Davide contro una decina di Golia, Ankara, Rotterdam, Bogotà, Bratislava , due «underdog» come l'Italia di Mancini e il Berrettini di Wimbledon, i sindaci di due paesini che insieme non arrivano a settemila abitanti. Un uomo e una donna: ne loro piccolo dei grandi.

Lei è Antonella Argenti, 53 anni, sposata e mamma di due figlie, guida Villa del Conte, comune del padovano con 5600 abitanti e «la soddisfazione più grande è essere l'unica donna europea in gara». Lui è Aldo D'Achille, 50 anni, insegnante, papà di due ragazze, mayor di San Bellino, Rovigo, 1100 compaesani appena e «l'orgoglio di essere il più piccolo comune mai selezionato per il World Award».

Antonella all'inizio non voleva crederci: «Ero convinta di essere su Scherzi a parte. Ho detto: tirate fuori le telecamere così rido anch'io...». E in famiglia adesso la prendono un po' in giro: «Non mi chiamano più mamma, mi chiamano Mayor...» Ma sono orgogliosi di lei e non solo loro: «Mi hanno chiamato dall'Australia e dal Texas per farmi i complimenti, anche se in paese trovi sempre qualche malalingua che critica tutto» La gente si sa che, per tradizione, mormora. Cosa ha fatto la differenza per lei non è solo la gestione della pandemia: «L' inizio a Villa del Conte è stato drammatico, con trenta casi subito e una vittima. Grazie anche all'impegno del vice sindaco che lavora alla Asl come me e a tutta la mia squadra che è stata splendida, siamo riusciti a uscire dal tunnel». Ma per aver creato un assessorato unico al mondo, ancora prima che il virus travolgesse l'Italia: l'assessorato alla Solitudine. «Una novità assoluta, anche se all'inizio era solo un numero di telefono a disposizione di tutti per qualsiasi necessità. Adesso chiamano anche per chiedere di salvare una nidiata di gattini». Spiega: «Di solito il conforto lo trovi dagli amici o dalle associazioni che si occupano di chi è in difficoltà. Qui invece è l'istituzione a starti vicino. Visti i danni della pandemia dovrebbe esserci un ministero della Solitudine». Più facile per l'Italia del calcio vincere gli europei o per il sindaco vincere l'Award. Sorride: «Vinciamo tutti e due. Perchè no?».

Aldo D'Achille invece adesso è a Malta, per un'Erasmus: «Ci sono 40 gradi, e siamo tutti bloccati fino a mercoledì per l'epidemia che ha blindato 70 studenti italiani. Un disastro». Fortuna che il concorso lo mette di buonumore anche se è difficile che lo perda. L'uomo è un ciclone di energia, sorrisi e spirito di iniziativa. La nomination a miglior sindaco del mondo lo diverte. «Chissà, potrei essere il Berrettini dei sindaci... Un outsider che arriva fino in fondo poi si vedrà». Da quando c'è lui, si legge sul sito della City Mayors Foundation: «Il borgo di San Bellino non è mai stato così verde, confortevole e seducente». Ma sono le idee a fare la differenza. Come «Mettete dei fiori nei vostri balconi» che ha colorato durante la pandemia, le case del paese, iniziativa virale adottata poi da tutta Italia. O «Ridiamo il sorriso alla pianura padana» che ha coinvolto più di 400 comuni nel Veneto, con 70mila alberi prenotati in 40 giorni. Per ridare fiato al pianeta. « Piccolo non vuol dire insignificante, semmai può essere il laboratorio ideale per costruire il futuro e fare da apripista per le grandi città». Non chiederti cosa il paese può fare per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo paese, diceva John F. Kennedy. Ora si può fare anche paesini...

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