E poi, non bastasse tutto il resto, c'è anche l'Ucraina. Infatti eccolo alle quattro di pomeriggio Volodymyr Zelensky che sotto il diluvio entra a Palazzo Chigi per un incontro "tra fratelli" e per proporre la costruzione in comune di droni antimissile. Giorgia lo abbraccia e lo rassicura. "In questi quattro anni la posizione dell'Italia e della Ue è stata sempre la stessa, a fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni". E non si tratta "solo di un dovere morale", ma di "una scelta strategica perché è in gioco la sicurezza europea". Il Golfo? Quanto accade laggiù, spiega, non ci distrae, anzi è tutto legato, pure la trattativa con il Cremlino. "Faremo la nostra parte per arrivare a soluzioni condivise che tutelino la sovranità di Kiev e che assicurino la solidità dell'alleanza atlantica". Lo scontro con Trump? Non è nell'agenda del vertice. Però, aggiunge la Meloni, "un Occidente diviso e un'Europa spaccata sarebbero un vero regalo per Mosca".
Zelensky è a Roma per disincagliare gli aiuti militari Ue, 90 milioni di euro che dopo la sconfitta di Orbán si potrebbero sbloccare, e per stringere accordi nell'industria della difesa. La situazione sul campo di battaglia resta pesante, racconta, "nel nostro cielo ci sono di nuovo gli Shahed", quindi c'è bisogno urgente di sistemi aggiuntivi di contraerea. "Dobbiamo evitare la normalizzazione degli attacchi russi", dice. Gli Usa sono distratti, voi non dimenticateci, questo un po' il senso del suo discorso. Macché, risponde la premier, siamo con voi. "Se oggi esistono le condizioni per lavorare una pace giusta, lo dobbiamo alla tenacia ucraina e al sostegno convinto occidentale". Avanti quindi con le sanzioni "per una pressione economica su Mosca" e via libera al 20° pacchetto di aiuti.
Certo, "l'instabilità sta diventando pian piano la nostra nuova normalità, uno scenario che disorienta e può spaventare". Tuttavia, insiste la Meloni, è in momenti simili che "l'amicizia tra popoli fratelli, che si sono dati una mano nelle difficoltà, fa la differenza". Italia e Ucraina "rafforzeranno la cooperazione". Su questo punto sono previsti sviluppi interessanti. "Siamo molto interessati a favorire una produzione congiunta nel settore dei droni - annuncia - su quali Kiev è diventata una nazione guida". Ricorda poi le caldaie e i generatori spediti per superare l'inverno. E presto arriveranno dall'Italia macchinari specializzati per i reparti maternità. Zelensky ringrazia Giorgia "per i tuoi sforzi personali, per la tua leadership che aiuta noi e l'Europa ad attraversare i momenti di crisi" e l'Italia intera "per la scelta di valori netta a favore della vita e della democrazia compiuta fin dall'inizio dell'aggressione russa".
Altri abbracci, foto di rito accanto alle bandiere, le veloci dichiarazioni alla stampa prima di trasferirsi al Quirinale. Pure l'incontro con Sergio Mattarella è molto cordiale. "Siamo grati all'Italia per il sostegno e per la sua integrità nel condannare Mosca". E il capo dello Stato, che "condivide" le parole della Meloni, accoglie "con vero piacere" il presidente ucraino. "Le confermo la vicinanza piena al suo Paese e quanto sta facendo con grande resistenza e grande eroismo. La pace deve essere sempre basata sul rispetto del diritto internazionale". Zelensky annuisce. "La fine del conflitto è una priorità, ma per noi non è sufficiente.
È importante che la Russia paghi per tutto quello che ci ha fatto". Intanto tocca difendersi ancora, ed è il tema dell'ultimo incontro, con Guido Crosetto. Munizioni, droni, settore marittimo, logistica, tecnologie: si va verso "un partenariato stabile" tra Roma e Kiev.