Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 17:49
Politica

L'ultima eredità del governo Pd: il caro vacanze

Nuova tassa di soggiorno per 250 Comuni. Bocca (Federalberghi): "Basta salassi sul turismo"

Il debito pubblico sfonda quota 2400 miliardi di euro

C'è un'eredità ancora poco nota del governo Gentiloni che gli italiani avranno modo di «apprezzare» con l'estate in arrivo: un caro vacanze generalizzato. A giugno 2017 infatti, il governo ha dato il via libera ai Comuni per estendere la tassa di soggiorno che era bloccata da due anni. Il provvedimento è stato infilato, nel più classico stile dei governi del Pd, in una norma apparentemente dedicata «allo sviluppo» e a «ulteriori misure per le zone terremotate» e non solo ha dato semaforo verde ad aumentare la «tassa sul turista», ma ha anche autorizzato i Comuni che ancora non l'avevano, a introdurla. Secondo le prime stime, si prevedeva che 100 nuove località avrebbero applicato la gabella (erano 726 in tutto). Ma, con la fame di soldi che dei Comuni, a meno di un anno dal via libera già 116 amministrazioni sono corse a istituire la tassa. E altre 137 la stanno discutendo. Lo rivela il dossier dell'Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno della società Jfc. «Nel 2017 -spiega al Giornale Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc- è stata superata quota 463 milioni, nel 2018 si arriverà a oltre 507 (un aumento del 9,4%, ndr). E potrebbero diventare 660 se gli amministratori si adoperassero per stringere accordi con le piattaforme di home tourism, come Airbnb». Cosa che, al momento, hanno fatto in pochi: tra questi Milano (previsto un gettito di 3 milioni), Roma (15 milioni), Napoli (1,5 milioni).

«Tutte risorse che invece di aiutare il turismo vengono sottratte al settore -dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi- ci sono famiglie costrette a versare decine di euro che potrebbero spendere sul territorio, non solo in albergo, ma anche per lo shopping o al ristorante. Il settore alberghiero oltretutto, è penalizzato dalla concorrenza sleale delle piattaforme di home tourism e in più è iper tassato: gli alberghi pagano in media oltre 800 euro a stanza tra Imu e Tasi. E non ci viene nemmeno consentito di scaricare la tassa dal reddito soggetto a tassazione d'impresa». «Il problema -incalza Alessandro Nucara, direttore generale di Federalbeghi- è anche che il ricavato non viene speso per servizi al turismo, come prevede la lagge. Se almeno con quei soldi tappassero le buche! Invece tappano solo i buchi di bilancio».

In mancanza di un decreto attuativo della legge che ha istituito la tassa, ci sono Comuni, come Ravello, che con i proventi hanno finanziato perfino i contributi all'agricoltura. E naturalmente chi già l'aveva introdotta, ora l'aumenterà. Per fortuna c'è anche qualcuno in controtendenza: il sindaco di Lodi, visto che l'incasso era di soli 32mila euro e richiedeva agli albergatori una contabilitòà extra per riscuoterlo, ha deciso di abolire la tassa. Una mosca bianca.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.