Ma l'ultima rivoluzione sull'"isola rossa" è il ritorno della pubblicità

I ristoranti privati si fanno la "reclame" con manifesti vecchia America anni Cinquanta

Ma l'ultima rivoluzione sull'"isola rossa" è il ritorno della pubblicità

L'Avana - La pubblicità è l'anima del commercio e allora preparatevi perché la nuova frontiera della réclame creativa oggi è Cuba, sempre comunista ma ben felice di «tarare il modello» su quelle che sono «le esigenze dei giovani». «Del resto – spiega pragmatico un ex combattente della Sierra Maestra - forse la Cina è una democrazia? Eppure il capitalismo là funziona meglio che negli Stati Uniti». Che tradotto vuol dire aprire sì al consumismo e al mercato per ricollocare oltre un milione di dipendenti pubblici nel settore privato, senza però rinunciare ad istruzione e sanità pubblica oltre, ça va sans dire , al controllo del partito comunista cubano. La nuova mecca della pubblicità creativa è Cuba e per capire il perché bastano i cartelloni inneggianti a Fidel Castro, che un tempo tappezzavano la via che dall'aeroporto della capitale porta ad Avana centro» mentre oggi si contano sulle dita di una mezza mano. Altro dato choc per i «compagni» della revolución non al passo coi tempi è che molti poster del líder máximo sono stati addirittura sostituiti da pubblicità di prodotti molto yankee, a cominciare dagli hamburger. Certo, per ora di McDonald's non c'è traccia ma non si contano i tanti bar e paladares – ristoranti a gestione famigliare, privati al 100% - che pubblicizzano i loro piatti con gigantografie e volantini dal sapore vagamente anni Cinquanta. Per capire di che cosa stiamo parlando consigliamo a chiunque venga da queste parti - prima che la fine dell'embargo Usa catapulti 2-3 milioni di turisti statunitensi in più sull'isola ogni anno, trasformandola in una sorta di art decò district di Miami - di andare a mangiare al ristorante «Vitrola» (disco vinile in italiano), nel cuore della città vecchia. Qui dal dicembre scorso, appena dopo lo storico doppio discorso Obama-Raúl Castro, una schiera di schermi tv mostra senza interruzioni immagini degli anni Quaranta e Cinquanta, quando l'Avana era seconda solo agli Stati Uniti per strutture alberghiere, show televisivi e telefoni/automobili pro capite. Al centro sala c'è un juke-box da far invidia a Happy Days mentre attaccate ai muri centinaia di pubblicità vintage di Coca-Cola, Bacardi, distributori di benzina Esso e Texaco, destinati a far strabuzzare gli occhi a qualsiasi comunista o fascista nostalgico dei tempi della Guerra Fredda. Inimmaginabile pensare ad un ristorante privato che esalta in pieno centro Avana la Cuba pre-rivoluzionaria? Iinvece esiste ed è sempre strapieno anche perché si mangia bene. Ma la pubblicità oggi è più che mai anche Internet, per cui non stupitevi neanche se nonostante una rete Web ancora indietro di almeno 10 anni e l'impossibilità di accedere a connessioni low cost in linea con gli stipendi pubblici – 20 euro al mese, ma chi lavora nel privato oggi porta a casa almeno dieci/venti volte tanto – i giovani dell'Avana sono degli smanettoni incredibili e se su Youtube impazzano gli spot pubblicitari di parrucchieri all'ultima moda come «Donde Dorian» o di negozi che riparano telefonini come la celeberrima «Clinica del Cellulare».

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