M5s, la cena dei 50 per far fuori Casaleggio e prendersi Rousseau

All’evento, tenutosi all’Hotel Le Meridien a Roma, erano presenti tutte le correnti del M5s. Nel mirino dei parlamentari Davide Casaleggio

Che ci sia qualcosa che agita, e anche pesantemente, il M5s è ormai chiaro. Così come è noto che i rapporti tra molti parlamentari del pentastellati e Davide Casaleggio siano ai minimi termini. Ora però i "ribelli" hanno fatto un passo importante che potrebbe modificare per sempre l’anima 5s: far fuori il figlio di Gianroberto e prendersi Rousseau. La mossa, per certi versi clamorosa, è spiegata da Il Messaggero che racconta di una cena, tenutasi giovedì sera all’Hotel Le Meridien a Roma, alla quale hanno partecipato numerosi parlamentari pentastellati, almeno una cinquantina. In realtà questo non è il primo incontro aperto tra gli esponenti grillini bensì il quarto: l’obiettivo è il superamento delle correnti che, in un modo o nell’altro stanno dilaniando il Movimento. Su questa battaglia, almeno a parole, concordano tutte le aree, da Fico a Taverna passando per Di Maio e Di Battista. Su quest’ultimo qualcuno vocifera che "vorrebbe fare il primus inter pares". Il progetto è ambizioso e poggia su più punti: rafforzare il governo, quello fatto nascere con gli ex acerrimi nemici del Pd, per far sì che ci sia subito una governance forte, dare al M5s una voce autorevole quando si discuterà di come gestire i soldi che arriveranno da Bruxelles e fare in modo che Rousseau diventi uno strumento utile proprio all'azione dell'esecutivo e del Movimento.

I partecipanti alla cena prendono la parola mentre su un grande schermo passano le foto dei protagonisti pentastellati: le figure più note ci sono tutte ma mancano Crimi e Casaleggio. Non un caso. Il figlio di Gianroberto è l'unico che si sta opponendo alla nascita di una vera e propria segreteria politica, ha fatto una nuova mossa non comunicata ( quella di mettere ai voti l'alleanza con le liste civiche alle Regionali in Puglia) e organizzato una kermesse il 4 ottobre con l'obiettivo di mettere il cappello sugli Stati generali.

E così l’ampio fronte di critici non è più intenzionato ad aspettare. Voci parlano di una kermesse alternativa il 30 settembre. Ma nulla è sicuro. L’obiettivo è Davide. Dietro l'angolo ci sarebbe anche la minaccia di una battaglia legale. Sul banco degli accusati vi è Crimi, considerato "non legittimato" ma che potrebbe rientrare nella segreteria allargata. Tra le opzioni sul tavolo ci sarebbe pure quella di una “uscita regolata” dalla piattaforma perché, come ha spiegato un big 5s, "con una governance legittimata" si potrebbe chiedere agli iscritti di traslocare.

Se Davide ha le "chiavi", un esponente pentastellato chiede di avere "le password altrimenti si va da un giudice, perché non può calpestare la Costituzione". Qualcuno, non avrebbe neanche più intenzione di versare i 300 euro alla Casaleggio associati. Per prepararsi alla battaglia è stato stilato un manifesto, che ha raccolto già molte firme, preparato da "Parole guerriere", una associazione libera che verrà formalizzata e che prende spunto dalle battaglie di Gianroberto.

Nel documento manifesto si legge che "l'evento inaspettato che ha innescato la crisi M5S è stata la prematura scomparsa" del padre di Davide. L'obiettivo è "il rilancio attraverso una lucida, e per certi versi spietata analisi del percorso" di M5s che "sta esaurendo la sua carica". "Vogliamo unire per scongiurare inutili scissioni", è la premessa. Nel documento si definisce "una scelta inadeguata", quella "della struttura movimentista, liquida ma allo stesso tempo fortemente verticistica. Una forma priva di gerarchie, di coerenza politica, di radicamento sul territorio". Per realizzare ciò si punta a "una organizzazione politica indipendente e libera di autodeterminarsi capace di scegliere grazie a chiare regole le proprie politiche e i propri rappresentanti ad ogni livello". In pratica, una carta dei valori, una propria piattaforma telematica, organi eletti a maggioranza.

Ma il passaggio più importante è un altro. Nel documento si specifica che "lo Statuto sarà rispondente alla linea guida della commissione di garanzia degli Statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici così da permettere l'inserimento dell'organizzazione politica nel registro nazionale dei partiti politici riconosciuti". Nel testo ci si sofferma anche sul simbolo che"non può essere di altro soggetto che non sia l'organizzazione politica stessa" mentre "la proprietà e il controllo non possono essere appannaggio di un soggetto terzo". Infine nel manifesto si specifica che è "necessario dotarsi di una sede nazionale di rappresentanza presso la Capitale". Ora la domanda è: Davide Casaleggio accetterà tutto ciò o è già in azione per una controffensiva?

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